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E con questo, la team principal “silly season” 2022 giunge al termine

Con l'ultimo annuncio questo giovedì, la team principal silly season 2022 si è finalmente chiusa.

Nonostante in Formula 1 parlando di silly season sia comune riferirsi al mercato piloti, questa volta sono stati i senior delle scuderie a creare tanto caos in pochi giorni quanto i loro piloti hanno fatto in una stagione.

Ci lasciamo alle spalle un periodo folle per la F1 che ha visto cambiamenti senza precedenti alla guida di quattro scuderie su dieci: la saga Ferrari, McLaren che promuove Stella, Seidl e Alunni Bravi alla guida della transizione Sauber-Audi e Williams che conta su Vowles.


Prima di tutto: Binotto fuori, Vasseur dentro.

L'italiano, che ha trascorso gli ultimi 27 anni della sua carriera con la Scuderia, ha presentato le dimissioni lo scorso novembre ed è stato sostituito dal francese che quest’anno ha portato l'Alfa Romeo al sesto posto nella classifica costruttori, il miglior risultato della squadra in un decennio.Com’è tristemente noto, la Scuderia ha una relazione turbolenta con i team principal, infatti sarà il sesto leader in 15 anni.


Tuttavia, quella che per molti è stata una decisione avventata, per altri è la scelta da fare per sbloccare finalmente il potenziale di Charles Leclerc dato che i due hanno lavorato insieme fin dalle formule minori nel team Art Grand Prix di Nicolas Todt, manager del monegasco.

D'altra parte, Vasseur ha guadagnato significativo rispetto per il lavoro svolto trasformando l'Alfa Romeo in solida squadra da centro griglia, ma sarà sufficiente a riportare la Rossa in lizza per il Campionato del 2023?


Photo credits: Sky Sport IT

Poi, la ben studiata dipartenza di Andrea Seidl dalla McLaren per la Sauber.

In questo caso, uno dei direttori tecnici più ben visti del paddock ha il chiaro obiettivo di preparare il gruppo Sauber alla trasformazione in Audi entro il 2026, mentre il già amministratore delegato, Alessandro Alunni Bravi, sostituisce Vasseur al muretto.

Diversamente da quanto fatto precedentemente la casa automobilistica tedesca ha deciso di cambiare rotta dividendo i ruoli di CEO e team principal, che appartenevano entrambi a Vasseur: sarà Seidl a guidare il ciclo di lavoro più lungo della griglia, che si spera porterà Audi a vincere le prime gare nel 2028, e Alunni Bravi ad assumere il ruolo di capo scuderia.


Photo credits: Race Diary

L'effetto collaterale dell'arrivo di Seidl in Sauber è Andrea Stella, orgoglio italiano in McLaren.

La squadra inglese che conta su un passato glorioso e un futuro tutto da scrivere, sarà guidata dall'italiano, persona conosciuta e rispettata sia dentro che fuori il paddock.

La carriera di Stella in F1 è iniziata come Performance Engineer per Ferrari nel 2000, al fianco di Alonso e Raikkonen; poi, unitosi a McLaren, è stato Head of Race Operations nel 2015, Performance Director nel 2018 ed Executive Racing Director nel 2019.

Andrea non manca di esperienza ed è la giustapposizione tra guida tecnica e manageriale che Zak Brown stava cercando, ma soprattutto conosce la squadra alla perfezione: essere consapevoli dei punti di forza e debolezza della propria scuderia prima degli avversari è fondamentale e potrebbe portare McLaren a lottare per un titolo.


Photo credits: McLaren

La rottura di Jost Capito con Williams

Infine, la rottura di Jost Capito con Williams arriva inaspettata e lascia un vuoto che ha sollevato numerose speculazioni circa la possibilità che questa sia la mossa iniziale per spianare la strada a Porsche, disposta rilevare il team di Grove come Audi sta facendo con Sauber.

Al posto di Capito ci sarà niente di meno che l'uomo dietro all'ormai famosa comunicazione radio "Valtteri, it’s James", ai cinque titoli di Hamilton e al titolo di Rosberg nel 2016: James Vowles.


L’ altamente qualificato Direttore della Strategia ha ricoperto ruoli chiave con Brawn GP prima e Mercedes poi per un totale di 20 anni trascorsi con le squadre di Brackley.

Le speranze risiedono nell’ex uomo Mercedes per porre fine all’infelice loop che vede la squadra di Sir Williams chiudere in fondo alla classifica costruttori quattro delle ultime cinque stagioni.


Il complicato ruolo del team principal

Clamore a parte, le implicazioni manageriali di tutto ciò sono le più serie che la Formula 1 abbia visto finora.

Fino a pochi anni fa, uno dei ruoli chiave di un team principal era quello di riferirsi al consiglio di amministrazione dell’azienda costruttrice e di estrarre i fondi necessari per portare i migliori risultati in pista.

Ora, con il cost cap in atto, quei giorni sono ormai lontani e la Formula 1 non è più una gara a chi spende di più e in cui gli errori possono essere coperti con investimenti extra; invece, ciò che conta è essere efficienti, astuti e, soprattutto, intelligenti.


La miglior performance ad oggi non deriva dall'apporto di migliorie ad ogni gara, semplicemente poiché non è consentito abbastanza budget per permettere ciò.

Un team principal non presenta imprudentemente tutti gli aggiornamenti a inizio stagione lasciando la squadra scoperta più avanti, mentre i soldi finiscono; ma allo stesso modo non avanza troppo cautamente lasciando lo sviluppo a fine stagione e correndo il rischio che la macchina venga lasciata indietro.

Questi sono elementi che solo un team principal esperto, e che soprattutto conosce il macro-processo, può aspettarsi di centrare da subito.


Photo credits: Race Diary

La scelta di Ferrari per Vasseur ed il gruppo Sauber che punta sulla combinazione Seidl-Alunni Bravi, spiegano la tendenza a preferire figure di alto livello e ben consapevoli di ciò che è necessario al successo della squadra.

Affidabilità, strategia di gara ed errori dei piloti sono sempre state tra le variabili fondamentali che un team principal deve saper coordinare al fine della vittoria, ma il cost cap, in quanto tema comune ed imprescindibile, fa ricadere la responsabilità finale sui team principal mettendoli al centro del gioco come mai prima d'ora.


Una maggiore influenza comporta maggiori responsabilità per il raggiungimento degli obiettivi stabiliti durante i test invernali, il che significa maggiore gloria quando si è sul podio, ma al contempo aumentata vicinanza al licenziamento quando si è a fondo griglia.

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