David Tonizza, un campione per due mondi
- danielesala04
- 23 set 2024
- Tempo di lettura: 5 min
In occasione del Vallelunga Racing Weekend, abbiamo avuto l’occasione di intervistare David Tonizza. Il pilota viterbese ci ha raccontato la sua storia, partendo dal motorsport nel mondo virtuale fino a quello reale, menzionando anche qualche aneddoto e curiosità.
A 22 anni, la carriera sportiva di Tonizza è sicuramente un punto di riferimento per molti suoi coetanei e non solo. Nel 2019 ha debuttato nel campionato Esports di F1 con la Ferrari, riuscendo a vincere il mondiale nell’ultima gara, in Brasile. Oggi David non solo corre negli esports con il team Lamborghini, ma la sua carriera si è ulteriormente espansa nel motorsport reale. Un anno fa ha esordito e vinto nel campionato Predator e quest’anno sembra che possa esserci la possibilità per cogliere nuovamente il successo con il team Nem Racing.
David entra nel mondo del motorsport virtuale come molti di noi: un semplice ragazzo che vuole divertirsi, ma anche emergere in un ambito che lo affascina sempre di più. Il momento chiave arriva nel 2019, quando la Ferrari decide di puntare su di lui. A 18 anni ha un’enorme opportunità che non vuole sprecare, e così è stato: ha portato la Ferrari, anch’essa al debutto negli esports, alla vittoria finale. David ci racconta che sognava di partecipare a questo campionato da molto tempo e, una volta concluso, la sua vita e la sua carriera sono cambiate profondamente.
È consapevole del fatto che, essere entrato in un’azienda come Ferrari e aver vinto al debutto, ha contribuito alla notorietà che ha acquisito, regalandogli diverse occasioni importanti. La vittoria finale è stata per lui un’emozione incredibile, si è sentito orgoglioso di essere italiano e di aver vinto per un team italiano come Ferrari. Questo successo è stato fondamentale per altre occasioni future, come correre con Lamborghini nel mondo virtuale, partecipare al campionato Predator nel mondo reale e collaborare con altre squadre di F1 per altre attività.
Per quanto riguarda l’aspetto mentale o l’allenamento al simulatore, in palestra o in pista, quali sono le principali differenze tra il motorsport nel mondo virtuale e in quello reale?
“Il motorsport nel mondo virtuale richiede una preparazione diversa: è più un allenamento mentale, di nervi. Nel simulatore non ci sono grandi problemi per quanto riguarda il peso. L’allenamento al simulatore consiste nel rimanere lì, facendo esercizi limitati, continuando ad allenarti il più possibile per fare la differenza. In pista invece non è così: oltre ad una preparazione mentale, senti uno sforzo fisico maggiore ed è per questo che serve una buona preparazione, specialmente nelle gare estive. È fondamentale rispettare il peso minimo imposto ed essere fuori forma porta a delle difficoltà sia in termini di velocità ma anche a livello fisico. Non amo fare pesi e palestra, preferisco fare tanto cardio, l’importante è essere costanti”.
Quello di Vallelunga è un tracciato dove hai già corso. È una pista che ti piace? Rispetto ad altri circuiti ci sono dei tratti che ti entusiasmano particolarmente o, al contrario, in cui non ti senti a tuo agio?
“L’anno scorso, durante il mio secondo test con la Predator, ho avuto una visione negativa di Vallelunga. Non mi è piaciuta nemmeno al simulatore e, a causa di diverse difficoltà in pista, la mia opinione era peggiorata, fino ad odiarla. Quest’anno, però, ho cambiato approccio, mi sono allenato intensamente al simulatore, riuscendo a mettere da parte il mio pregiudizio sulla pista. Il tracciato è di alto livello, con tratti veloci, dove l’aereodinamica è fondamentale, e curve lente, dove nel corso del weekend sono riuscito a fare la differenza. Amo gli autodromi stretti, con molte ripartenze, curve strette e, in generale, le piste stop and go”.
Anche se non sempre si può notare, il lavoro che viene condotto per portare la vettura nelle migliori condizioni possibili è enorme. Lo conferma lo stesso David ma anche i risultati in pista. Nel FX Racing Weekend, corso sempre a Vallelunga nei primi giorni di settembre, David ha avuto difficoltà con la monoposto già dalla prima sessione di prove libere, riuscendo a conquistare solo 6 punti in due gare. Tuttavia, due settimane dopo, il risultato è stato completamente diverso: pole position e vittoria in entrambe le gare. David sottolinea che i miglioramenti alla vettura sono stati possibili grazie al lavoro instancabile dei meccanici, che hanno lavorato giorno e notte, facendo un lavoro straordinario.
Con queste macchine, che non erogano molta potenza, sono i dettagli a fare la differenza. Sono stati apportati tanti piccoli cambiamenti che hanno reso la vettura più bilanciata e veloce. Inoltre, David rivela che, dopo le prove libere, il team ha trovato un cortocircuito nell’impianto elettrico, riuscendo così a recuperare la performance di inizio anno.
Quanto può essere complicato per un pilota stabilire progetti futuri? Tanto, sia nel virtuale che nel reale. David racconta che entrambi i mondi del motorsport presentano le loro difficoltà: nel virtuale difficilmente riesci a pianificare quello si farà l’anno prossimo, delle volte ci si riesce ma è raro. A fine settembre, dopo l’ultima gara del GT word Challenge Esports, valuterà futuri progetti. Per quanto riguarda il motorsport reale la situazione è più complessa: un ruolo chiave ce l’ha il budget e capire quali categorie sono accessibili. L’obiettivo è correre di nuovo con il suo attuale team, Nem Racing, con le FX Pro, le Formula 4 di vecchia generazione. Ci sono poi altre attività: David sta collaborando con un’azienda, senza poter rivelare ancora il nome, legata al mondo del motorsport, ma non con monoposto reali o eventi esports.
Negli ultimi anni tanti amanti del motorsport si sono avvicinati molto a queste categorie minori, dimostrando sempre più interesse nel capire lo spirito del motorsport, grazie a figure che hanno un pubblico non indifferente o promesse come Andrea Kimi Antonelli, che è cresciuto grazie agli eventi ACI. Cosa possono offrire queste categorie al pubblico e perché il pubblico dovrebbe venire a questi weekend?
“Queste categorie hanno molto da offrire, secondo me anche di più della F1 o Wec. Sono molto accessibili, andare a vedere un gran premio di F1, soprattutto per una famiglia, è una spesa molto complessa e non è alla portata di tutti, a differenza di questi weekend, dato che spesso l’ingresso è gratuito o costa poco. Le categorie che corrono in questi weekend sono molto divertenti e le vetture che gareggiano spesso hanno una cilindrata molto alta, si vedono macchine veloci e piloti appassionati. In contesti come la F1 la mentalità del pilota è diversa. Nelle categorie minori, oltre che alla voglia di vincere che caratterizza tutti i piloti di tutte le categorie, i piloti vogliono solo divertirsi, che è lo spirito che dovrebbe esserci sempre, facendo grandi sacrifici per poter correre. Ciò porta al pubblico ad appassionarsi sempre di più a questo mondo”.
David Tonizza si è mostrato un ragazzo semplice, appassionato di motorsport e sempre positivo. La notorietà che ha acquisito non lo ha distratto da quella che è la sua passione, i suoi obiettivi e i suoi principi. Auguriamo a David un grosso in bocca al lupo per il futuro e lo ringraziamo per la disponibilità dimostrata!
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