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Il folle F1 esport 2023 - Parte 1

Il 9 maggio 2024, abbiamo assistito all'ultimo atto della stagione 2023 del F1 Esport, l'F1 Simracing World Championship.

Tra problemi contrattuali con l'organizzazione, guai tecnici e molto altro, in questa "miniserie" di articoli ripercorreremo i problemi e i momenti salienti del campionato che ha incoronato il danese Frederik Rasmussen campione del mondo per la prima volta in carriera.


David Tonizza
David Tonizza, campione del mondo F1 Esport 2019 - ©F1 Esport

Cos'è il F1 Simracing World Championship?

Per chi non seguisse il mondo esport, è doveroso fare alcune precisazioni.

La serie è nata nel 2017, è ora alla sua settima stagione ed è stata pensata per essere un vero e proprio campionato virtuale di F1, corso su F1 23, videogioco ufficiale della massima categoria del motorsport.

Le 10 squadre della Formula 1 reale, tramite i loro team esport, scelgono 3 piloti ciascuna - 2 titolari e una riserva - tra i sim driver più veloci al mondo, che saranno quindi i loro portacolori.

Le gare vengono svolte dal vivo in LAN - a Jönköping - per la prima volta dall'inizio della pandemia di covid, e trasmesse sui canali ufficiali della F1 su Twitch.

Il calendario? Ci torneremo dopo, ma su questo aspetto ci sarà da ridere - o piangere, dipende dal punto di vista.


Cosa significa gareggiare in LAN?

Nell'ambito dell'esport, competere in LAN significa che tutti i giocatori, in questo caso i simdriver, si trovano fisicamente nello stesso luogo - generalmente un'arena - e sono connessi alla stessa rete locale (LAN significa proprio Local-Area Network).

Questo aiuta molto la gestione del lag (ovvero il ritardo di trasmissione dei "pacchetti" di dati tra i vari pc), ma soprattutto crea un'atmosfera molto più coinvolgente sia per i giocatori che per gli spettatori.


Evento esportivo in LAN
Esempio di evento esportivo in LAN - © Ubisoft

Focus su F1 23

Come detto sopra, il simulatore scelto per la serie è F1 23. E anche su questo punto è doveroso fare una breve digressione.

Si tratta del quindicesimo capitolo della serie ufficiale di sim sviluppati da Codemasters, in collaborazione con il gigante EA Sports, e offre un’esperienza di simulazione… diciamo “così così” - e qui, da appassionato di simracing, mi vedo costretto a mettere “così così” tra molte virgolette, perché alla fine dei conti rimaniamo più su un casual-arcade che su un vero e proprio sim. Ma sorvoliamo.

Le gare vengono svolte con una funzione che consente di pareggiare le prestazioni delle varie vetture, permettendo così di concentrarsi esclusivamente sulle abilità dei piloti, ignorando le disparità tra le varie monoposto.

Una sorta di balance of performance, che però a differenza di quello originale funziona.

Quindi si, se volete vedere una Haas battere una Red Bull sapete cosa guardare il prossimo anno.


Primi problemi

Purtroppo, però, i lati positivi di F1 23 finiscono qui.

A quindici anni dall'uscita del primo titolo della serie, infatti, Codemasters ci ha deliziati con una piattaforma software e server stabile come un castello di carte.

E per non farci mancare niente, aggiungiamo un lato hardware fornito dall'organizzazione non proprio di livello eccelso - cosa inaccettabile se decidi di gareggiare in LAN, ma tant'è.

Il risultato è quindi un cocktail esplosivo: numerosi simdriver segnalano continui blocchi dello schermo, altri si trovano il volante scollegato dal computer senza preavviso, perdendo il controllo del veicolo, e ci sono anche casi di piloti espulsi dalle sessioni di gara dal nulla.

Pensate che Jarno Opmeer - portacolori ufficiale Mercedes ormai dal 2021 e due volte campione del mondo - è stato costretto a dire addio al tris di titoli proprio perché il gioco gli ha fatto marameo durante l'ultimo evento.

Questi "leggerissimi" intoppi non solo mettono alla prova la stabilità mentale dei piloti, già sottoposti a stress estremi, ma vanno anche a minare quella fiducia necessaria per spingere al massimo ed estrarre ogni millesimo.

Ma come vedremo, questi non sono gli unici problemi che hanno martellato la serie.


Jarno Opmeer, Dani Bereznay
Jarno Opmeer e Daniel Bereznay, piloti ufficiali Mecedes - © Mercedes-AMG PETRONAS Esports Team

Pronti-via, o forse no?

Il campionato ha preso ufficialmente il via il 25 novembre 2023, ma senza alcuna iniziativa che lo promuovesse.

In pratica, nessuno ne sapeva niente.

Ricordate la storia del calendario fantasma? Bene, preparatevi perché adesso si che si fa sul serio.

Perché? Semplice: il calendario... Non esiste!

O meglio, in teoria il calendario c'era, ma prevedeva un solo evento iniziale con due gare (Bahrain e Jeddah), senza informazioni aggiuntive.

Lo stesso tra l'altro prevedeva la gara inaugurale per il 24, non il 25.

E della gara di Jeddah? Non c'è stata ombra.

Strano vero? Stai a vedere che ci sta qualcosa sotto...

E infatti, qualcosa che non va c'è, eccome: si viene infatti a scoprire che anche i piloti erano all’oscuro di tutto, senza sapere se avrebbero corso o meno fino a poco prima del via.


Il motivo? Alcune problematiche contrattuali e conflitti di sponsorizzazione tra Fanatec (fornitore ufficiale delle periferiche di gioco, ovvero volanti e pedaliere), Formula 1, l'organizzatore ESL e i vari team.

I problemi sono sorti quando alcuni piloti si sono rifiutati di mostrare on-camera l'equipaggiamento Fanatec - che in passato non si è dimostrato propriamente affidabile - poiché questo contrastava con gli sponsor dei loro team.

Questo han fatto sì che Formula 1 si rifiutasse di pagare le spese di viaggio alle squadre, che si sono così trovate 30 piloti più vari ingegneri e analyst da spedire a Jönköping, in Svezia, senza preavviso. Chissà se avranno provato a fare l'autostop.

Marcel Kiefer, ex pilota Red Bull passato in cabina di commento, ha espresso così la sua frustrazione: "Ciò che sta accadendo 'sullo sfondo' è piuttosto devastante per tutti i piloti e i membri del team che lavorano così duramente per far sì che tutto questo vada avanti".


Podio evento inaugurale F1 esports
Da sinistra - Jarno Opmeer, Thomas Ronhaar e Nicolas Longuet, a podio nell'evento inaugurale - © F1 Esports

Calendario rivedibile

I problemi sono stati risolti solo ad inizio 2024, quando finalmente è stato pubblicato il nuovo calendario ufficiale, aggiornato per gli eventi successivi.

Calendario riassumibile in una singola parola: terrificante.

Non fraintendetemi, non per le piste scelte, ma per l’inspiegabile ammasso di gare una dietro l’altra..

Perché? Per un osservatore potrà sembrare strano, ma bisogna sempre ricordare che anche nel mondo esport si è alla ricerca di ogni singolo millesimo, proprio come nella F1 reale.

Specialmente quando tra il primo e l'ultimo in griglia ballano si e no 2 decimi. Veramente un niente.

Bisogna quindi considerare tutto il lavoro di piloti, ingegneri e analyst, che ci mettono mesi a preparare una sola gara. E tu, organizzatore, cosa fai?

Gli metti 6 gare in 3 giorni ad aprile e 5 gare in 3 giorni a maggio. Applausi.


Calendario F1 esports aggiornato
La seconda versione del calendario aggiornata - © F1 Esport

Nonostante il percorso travagliato della serie e tutti i guai che hanno tenuto banco, l'azione in pista è stata comunque interessante e ricca di colpi di scena, tra rookie agguerriti e campioni in difficoltà.

La analizzeremo più attentamente nel prossimo articolo di questa "miniserie", in arrivo tra qualche giorno.

Restate sintonizzati, perché ce ne saranno delle belle.

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