Vasseur e Binotto, due uomini con approcci molto diversi
- danielesala04
- 26 apr 2024
- Tempo di lettura: 3 min
Fréderic Vasseur e Mattia Binotto, due uomini che nella loro carriera sono riusciti a coronare il loro sogno, diventare team principal della Ferrari, ma attualmente con storie completamente diverse. Il primo è il presente della Scuderia del cavallino rampante, colui che ha riportato l’entusiasmo che è mancato per tanto tempo a Maranello e che sembra abbia trovato la giusta via per tornare a lottare per il mondiale.
Il secondo, team principal dal 2019 al 2022, ma già in Ferrari dal 1994 come ingegnere, si è ritrovato catapultato in un ruolo che forse non gli si addiceva particolarmente. Binotto ha comunque provato in tutti i modi a riportare la scuderia italiana sul tetto del mondo, in particolar modo grazie alla F1-75, vettura estremamente competitiva nella prima parte di stagione: la squadra ha tuttavia pagato caro alcuni errori da parte dei piloti, scelte di strategie, di comunicazione errata e soprattutto l’entrata in vigore della direttiva TD39. Cos’è cambiato esattamente dall’arrivo di Vasseur in Ferrari? Ci sono stati dei miglioramenti evidenti?
Gestione più lineare
Nei primi mesi come team principal è stato molto difficile giudicare l’operato di Vasseur a causa di una situazione non semplice legata alla monoposto. Il francese ha cominciato la sua avventura in Ferrari il 9 Gennaio 2023, quando ormai la SF-23 era stata già progettata dalla precedente gestione. Sin da subito la vettura è risultata molto difficile per i piloti da guidare e poco competitiva. Non solo la scuderia di Maranello non è stata in grado di lottare con Red Bull, ma in diverse gare è addirittura risultata più lenta di Mercedes, McLaren e Aston Martin.
Durante la stagione ci sono stati però dei miglioramenti e degli aspetti positivi, uno su tutti la vittoria di Carlos Sainz a Singapore, con Vasseur che è riuscito a risolvere vari punti deboli del passato: gestione più lineare dei piloti, capacità di ottenere il massimo dei punti possibili durante l’intero weekend, affidabilità, una comunicazione più efficiente, strategie, pit stop e aggiornamenti efficaci della macchina.
Soprattutto nel 2022, anno in cui la Ferrari sembrava potesse lottare per il mondiale, Binotto non è riuscito ad ottenere il massimo risultato collettivo. Troppi errori di comunicazione, strategie, capacità di mantenere i nervi saldi durante la gara, pit stop e altro ancora sono state sicuramente tra le cause principali del licenziamento di Binotto, un grande ingegnere ma forse in quel momento non ancora pronto per il ruolo di team principal.
Nel 2024 la storia è diversa
Vasseur inizia l’attuale stagione avendo conoscenza dell’ambiente Ferrari ed essendo consapevole che la strada per tornare al successo è ancora lunga, ma ciò nonostante la scuderia di Maranello potrebbe finalmente vedere la luce in fondo al tunnel. La SF-24 si è presentata come una vettura completamente opposta rispetto alla passata stagione: non brillante in qualifica, soprattutto a causa di diversi problemi nella messa in temperatura delle gomme, ma nettamente più competitiva in gara, più stabile da guidare, più facile da sviluppare e ottima nella gestione gomme, il tallone d’Achille dello scorso anno.
L’inizio di stagione ha visto una Ferrari ritrovata, con una vittoria e 5 podi conquistati in 4 gare (3 di Sainz e 2 di Leclerc), ma non sono solo questi i dati importanti. Grazie anche a Vasseur, la rossa è tornata ad essere non solo competitiva ma anche intrigante: ne è la prova la forte volontà di Hamilton di correre per il team italiano dall’anno prossimo, la capacità di riuscire ad ottenere il massimo dei punti in ogni weekend, una comunicazione efficiente che molti tifosi hanno apprezzato e la volontà concreta di tornare alla vittoria finale.
Sicuramente è ancora presto per poter trarre delle conclusioni, ma i primi 16 mesi di Vasseur in Ferrari sono stati sicuramente positivi, nella speranza che il futuro possa riservargli dei momenti ancora più magici.
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