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Il folle F1 esport 2023 - Parte 2

Dopo aver analizzato i principali problemi che fin dal giorno zero hanno messo a rischio la serie, in questo secondo articolo ci concentriamo su un'analisi più approfondita dell'azione in pista.


Come sempre, gli standard si sono mantenuti a livelli altissimi, con rookie agguerriti, campioni in difficoltà e piacevoli sorprese.

Questo bel mix ha portato ad una stagione tiratissima e incerta fino all'ultimo.

david tonizza, f1 esport 2019 champion
David Tonizza, campione del mondo 2019 - © F1 Esports

Recap di scuderie e piloti

Come detto nello scorso articolo, al campionato partecipano le 10 squadre della Formula 1 reale, ognuna tramite il suo team esport ufficiale. I piloti vengono scelti da un draft al quale si accede dopo due eventi di qualificazione - a cui possono partecipare tutti a patto di avere almeno 16 anni -.


Ferrari porta indubbiamente una delle line-up più forti e complete, rivoluzionando tutto rispetto allo scorso anno: fuori David Tonizza e Brendon Leigh, dentro l'iraniano Bari Broumand e l'italo-francese Nicolas Longuet, due dei piloti più esperti e veloci seppur ancora molto giovani. Valore aggiunto la grande amicizia tra i due, che come dichiarato da Longuet li ha aiutati a spingersi oltre i propri limiti. A loro si aggiunge la riserva Istvan Puki, che ha ben figurato in leghe di Tier 1 come PSGL e WOR.


Red Bull punta su una lineup d'esperienza, con Frederik Rasmussen, reduce da quattro secondi posti mondiali consecutivi, e Josh Idowu, appena promosso dall'Alpha Tauri.

Come pilota di riserva si affidano a Sebastian Job, arrivato nel team già nel 2019 e molto attivo - e vincente - nel settore GT su iRacing e Rennsport.


Mercedes conferma il bi-campione del mondo Jarno Opmeer e il giovane Jake Benham, già presente dalla scorsa stagione. Quest'ultimo si è alternato con il terzo pilota Dani Bereznay, simdriver di grande esperienza in arrivo da Alfa Romeo.


McLaren mantiene il campione del mondo uscente Lucas Blakeley, mentre per sostituire il partente Broumand vengono scelti Dani Moreno (ex Mercedes) e Wilson Hughes. Anche questi ultimi due si sono alternati durante il campionato.


Kick Sauber, per quanto non sia un team stellare nella realtà, ha deciso di puntare fortemente sul virtuale, andando ad ingaggiare l'esperto Brendon Leigh (anche lui bi-campione del mondo, seppur in lento declino) dalla Ferrari e confermando il giovane e velocissimo Thomas Ronhaar, reduce da un ottimo terzo posto dello scorso anno. Quest'ultimo è ancor più motivato dalla voglia di mettere a tacere una volta per tutte le pesanti accuse di cheating che lo hanno martellato negli ultimi anni.


Williams e Haas decidono invece di rimescolare le carte e puntare tutto su due giovanissimi rookie, rispettivamente Ismael Fahssi e Alfie Butcher, che hanno impressionato durante le qualificazioni.


Le restanti squadre si sono suddivise i simdriver rimanenti, che seppur meno blasonati rimangono tra i più veloci del pianeta.

f1 esports 2023 drivers lineup
La griglia completa dei piloti per la stagione 2023 - F1 Esports

Rookie in pista, azzardo o scelta vincente?

Questa è una domanda decisamente interessante.

Per quanto nella F1 reale portarsi in pista un esordiente possa risultare parecchio difficoltoso, qui nel mondo e-sportivo ci troviamo in una situazione completamente diversa.

Infatti, esistono numerose leghe di "Tier 1" (PSGL e WOR su tutte) che, seppur non essendo campionati organizzati ufficialmente dalla Formula 1, consentono ai piloti di competere e allenarsi al meglio durante la stagione. Un po' come se venisse organizzato un campionato di F1 parallelo a quello reale, con una classifica sua e piloti misti tra quelli reali e altri.

Capirete quindi che per un rookie del mondo virtuale risulta molto più facile abituarsi ai ritmi degli altri simdriver professionisti rispetto che nella realtà, avendo potuto correre con loro durante l'anno.


Inizi

Come detto nello scorso articolo, i semafori si sono spenti ufficialmente il 25 novembre 2023, con la prima gara in Bahrain.

Nel deserto di Sakhir, Ronhaar fa subito il colpo grosso: pole e vittoria dominanti, e un bell'assegno da 5000 dollari come premio aggiuntivo.


Parte invece in salita il campionato delle Ferrari, con Longuet che, al sesto giro rimane coinvolto in un contatto con Blakeley e Butcher, ed è costretto a fermarsi per cambiare ala anteriore. Riuscirà comunque a concludere sul gradino più basso del podio, al termine di una bella rimonta.


Costretto agli straordinari anche Jarno Opmeer: dopo una anonima nona posizione in qualifica, l'olandese sfodera una delle sue gare masterclass per chiudere in seconda posizione.

Subito giù dal podio Rasmussen, seguito a ruota da Broumand - autore anche del giro veloce.

Disastro invece per Leigh, compagno di Ronhaar, rimasto nelle retrovie a causa di problemi hardware che hanno colpito anche molti altri piloti durante la serie.


In teoria sarebbe stata prevista anche una seconda gara a Jeddah il giorno successivo, ma come raccontato nel precedente articolo, varie vicissitudini hanno fatto sì che essa venisse annullata.

Bahrain f1 esports podium
Il podio della prima gara in Bahrain -© F1 Esports

Si riparte

Una volta risolti i problemi - e farlo ha richiesto ben 5 mesi - si può finalmente ripartire.

Si arriva così a Jeddah, con Rasmussen che sigla la pole davanti a Broumand e ad un ottimo Butcher, che già nella gara del Bahrain aveva mostrato una discreta velocità andando a punti. Questi ultimi due, tuttavia, vanificano il tutto con un contatto durante la gara, regalando di fatto la vittoria al pilota Red Bull.

I restanti posti sul podio vengono presi da Ronhaar e dall'altro rookie Fahssi dopo una bella battaglia.


La successiva gara in Austria vedrà nuovamente Ronhaar scattare dalla testa del gruppo, tallonato da Broumand e Rasmussen. La corsa sarà tuttavia nuovamente segnata da problemi tecnici: Blakeley viene disconnesso dalla sessione, costringendo ad una VSC per farlo rientrare.


A causa delle strategie andate in fumo, Haas è stata indubbiamente la squadra che ha gestito meglio la situazione: il "sacrificio" di Ulaş Özyıldrım, lasciato in pista a rallentare il gruppo, consente a Butcher di creare un gap e andare a vincere davanti a Ronhaar e Fahssi. Una vera masterclass.


I pretendenti al titolo Rasmussen e Broumand chiuderanno rispettivamente in settima e decima posizione, mentre Opmeer manderà tutto a quel paese decidendo di ritirarsi dopo una penalità a sua detta ingiusta presa sotto safety.


Questa mossa gli costerà, tra le altre cose, una penalità in griglia per la gara successiva a Silverstone.

Ma, nonostante la penalità, l'olandese di casa Mercedes non si perde d'animo e va a pescare dal cilindro una prestazione mostruosa, con una strategia perfetta che lo manda a vincere davanti a Longuet.

Giornata grigia come il cielo inglese invece per i contendenti al titolo, con Rasmussen settimo, Ronhaar ottavo e Broumand addirittura undicesimo e fuori dai punti.

alvaro carreton f1 esports
© Williams Esports

L’iraniano, tuttavia, si riscatterà alla grande nella successiva gara di Spa, cogliendo pole e vittoria davanti a Blakeley e Rasmussen dopo una grandissima battaglia con loro.

Ancora spento Ronhaar, solamente decimo al traguardo, mentre Opmeer riesce a chiudere in quinta posizione con il giro veloce.

La classifica si stringe: Ronhaar tiene il comando per un soffio, con soli 3 punti su Rasmussen e 9 su Opmeer. Ma il campionato è ancora lungo e tutto da giocare.


La successiva gara di Zandvoort sarà, per l'ennesima volta, teatro di problemi tecnici, che questa volta vanno a colpire Longuet: dopo essere partito dalla pole, un bug in fase di pit stop ha fatto sì che gli venissero montate le gomme intermedie invece delle slick, costringendolo ad una sosta aggiuntiva e spedendolo in ultima posizione.


Rasmussen si prende così la scena e la vittoria, seguito da un Broumand che non molla e da un sorprendente Tom Manley su Alpha Tauri. Quarto Butcher, che continua a mostrare un passo impressionante.

Ancora fuori dai punti Ronhaar, che perde la testa della classifica piloti.


L'ultima gara in programma per il secondo evento è Austin.

Sulla pista americana sarà Blakeley a portarsi a casa la pole, ma una strategia non proprio impeccabile lo farà finire giù dal podio, dietro a Rasmussen, Broumand e un redivivo Leigh. Da segnalare i primi punti in assoluto per le due Alpine, in P7 e P8.

Buio completo per Ronhaar, con l'ennesima gara fuori dai punti che lo fa scivolare al quarto posto in classifica dietro anche a Broumand e Opmeer.

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© Mercedes-AMG PETRONAS Esports Team

Gran finale

In Messico, dopo una gran pole position, Broumand si deve accontentare del secondo posto dietro ad un arrembante Ronhaar, desideroso di rifarsi dopo le ultime deludenti prestazioni. Disastro per il suo compagno Leigh, uscito di scena per un incidente.


Ronhaar riuscirà a cogliere un'altra vittoria la gara successiva in Brasile davanti a Opmeer e Butcher, mentre le Ferrari concludono la loro peggior gara della stagione senza portare a casa punti a causa del ritiro di Broumand dovuto ad un testacoda e una penalità per Longuet, che da quarto lo ha spedito fuori dai punti.


Nonostante questa amara prestazione, le due rosse si rifaranno ampiamente nelle successive due gare di Losail e Las Vegas, andando a cogliere due magnifiche doppiette che consentono di chiudere definitivamente i giochi in ottica campionato costruttori.


Per l'evento finale ad Abu Dhabi, abbiamo ben tre piloti ancora in corsa per il titolo: Rasmussen primo, Ronhaar subito dietro e Broumand, seppur decisamente più staccato e fondamentalmente tenuto in gioco solo dalla matematica.


Ronhaar torna nuovamente in pole position (la quarta in stagione, più di ogni altro), seguito a ruota da Broumand e Longuet. Rasmussen riesce a cogliere solo il settimo posto in griglia, ma la buona strategia messa a punto dal team riesce a farlo risalire in quarta posizione e chiudere definitivamente i giochi.

La gara verrà poi vinta da Butcher, alla seconda vittoria stagionale nella sua annata da rookie, una prestazione niente male.


Classifiche finali

Così, dopo 4 secondi posti consecutivi, Frederik Rasmussen riesce finalmente a togliersi di dosso la nomea di eterno secondo, andando a vincere il campionato davanti a Ronhaar e Broumand. Subito dietro di loro Opmeer e Butcher, il migliore tra i rookie. Sesto Longuet e soltanto settimo Lucas Blakeley, campione uscente, al termine di un'annata decisamente storta e altalenante. Dietro di loro l'altro rookie Fahssi e Bereznay, il migliore tra i piloti che non hanno corso tutte le gare. A chiudere la top-ten Brendon Leigh, anche lui reduce da un'annata decisamente sottotono.


Nella classifica costruttori invece vediamo finalmente trionfare la rossa di Maranello, davanti a Kick Sauber e Red Bull. Quarta Mercedes e quinta Haas, davanti a una deludente McLaren che sulla carta poteva sicuramente ambire a qualcosa in più.

La squadra americana ha così dimostrato che anche con i rookie si possono portare a casa risultati importanti seppur con poco budget.

Disastro invece per Alpine che, con soli 11 punti conquistati in 12 gare, si piazza al fondo della classifica.

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Ferrari festeggia la vittoria del campionato costruttori - © F1 Esports

Si chiude così la stagione 2023 del Formula 1 Sim Racing World Championship, indubbiamente una delle annate di più alto livello di sempre per quanto riguarda le line-up dei piloti, ma soprattutto una delle più entusiasmanti a livello di azione in pista.


Se dovessero essere risolti i problemi che hanno afflitto la serie (nonostante F1 24, il nuovo sim, non faccia proprio ben sperare), la prossima stagione si preannuncia decisamente scoppiettante.

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