top of page

Ho realizzato il mio sogno, perché non dovrei essere felice? - La salute mentale nel motorsport

Nel primo episodio del nostro podcast Serena Barbieri parla del suo obiettivo di lavorare nel motorsport come psicologa e ci spiega tutto ciò che c’è da sapere sulla salute mentale in ambito sportivo, argomento sempre più al centro delle discussioni negli ultimi tempi.


La pressione del motorsport

E’ un dato di fatto quello che la Formula Uno sia tra gli sport più competitivi: migliaia di bambini sognano di raggiungere il campionato più prestigioso tra quelli a ruote scoperte, ma sono solo 20 i ragazzi che riescono ad arrivarci. Per farsi notare bisogna ottenere risultati brillanti e la pressione è decisamente alta; se un pilota non riesce ad esprimere la sua miglior prestazione, può essere sostituito in poco tempo.


Far parte di questo ambiente così competitivo, dove si tratta solo di vincere o perdere, può mettere a dura prova la mente di chi corre. Molti piloti hanno già ampiamente parlato delle proprie difficoltà con la salute mentale e hanno sensibilizzato maggiormente l’opinione pubblica, in quanto è un argomento importante che deve essere tratto con particolare attenzione.


Il ruolo dei preparatori mentali e degli psicologi dello sport

Soprattutto negli sport in cui si compete ad alto livello è fondamentale il ruolo dei preparatori mentali e degli psicologi dello sport, figure estremamente importanti non solo per i piloti, ma per l’intero team.


E’ il caso di Serena, ospite della prima puntata del nostro podcast, che ha frequentato il liceo delle scienze umane, dove ha studiato materie che le hanno permesso di capire che la psicologia sarebbe stata la sua strada. Sta per conseguire la laurea magistrale e presto diventerà psicologa in ambito infantile, ma in aggiunta a questo, essendo appassionata di motorsport, ha seguito un master durante la magistrale che unisse le sue due passioni.

Parte del team di Race Diary con Serena Barbieri
Parte del team di Race Diary con Serena Barbieri

In Italia non esiste la psicologia del motorsport, dunque Serena ha dovuto seguire un master di un anno in psicologia dello sport ed e-sport che permette di diventare preparatore mentale: per essere definita psicologa deve invece conseguire l’esame di Stato che la abiliti per questo lavoro. "Se da una parte la magistrale mi ha permesso di toccare concretamente l’ambito educativo, dall’altra il master è stato per me un trampolino di lancio per la mia carriera" spiega Serena.


Fondamentale è il consiglio che lei ha dato a tutti coloro i quali vogliono intraprendere questo percorso: “bisogna perseverare ed essere consapevoli della strada lunga e complicata che c’è da percorrere, ma ciò nonostante è doveroso andare oltre le difficoltà e utilizzarle come esperienza per la carriera futura, inseguendo sempre il proprio sogno con determinazione”.

Il punto di vista dei piloti

Daniel Ricciardo, da poco tornato in F1 alla guida dell'Alpha Tauri, si è aperto sull’argomento: “Le parole terapeuta o psicologo sembrano così impegnative e pesanti ma in realtà indicano solo qualcuno con cui si può parlare”. A causa delle potenziali critiche sui social media, infatti, vari piloti o membri dei team sono titubanti sull’aprirsi riguardo alla propria salute mentale.

Daniel Ricciardo su Instagram
Daniel Ricciardo su Instagram

Questo accade anche perché su qualsiasi post che venga pubblicato ci sono sempre commenti che non sono piacevoli da leggere, soprattutto dopo un weekend di gara difficile e complicato. Nonostante si debba dare maggior attenzione ai messaggi positivi, come ha raccontato Lewis Hamilton, le persone iniziano a concentrarsi su quelli negativi piuttosto che sui commenti di incoraggiamento. È proprio il pilota britannico a consigliare di cercare un aiuto professionale, lui che ha parlato ripetutamente delle difficoltà affrontate durante la pandemia e la dura vita di un pilota, costretto a stare spesso lontano dai propri cari.


Avendo avuto soprattutto negli ultimi anni un percorso piuttosto complicato dal punto di vista sportivo, Hamilton ha dichiarato che parlare delle proprie difficoltà lo ha aiutato a crescere come persona. Inoltre, il pilota della Mercedes rappresenta una figura di rilevante importanza da quando ha iniziato a pubblicare con costanza messaggi motivazionali e consigli di ogni tipo sui social media, diventando uno dei migliori esempi di personaggi pubblici in grado di usare la sua voce per cercare di aiutare gli altri.


Il peso delle aspettative

“C’è molta pressione, quindi molta più attenzione. Se fai un buon lavoro, tutti sono pronti a congratularsi con te e a metterti sul piedistallo, se commetti un errore le stesse persone che prima ti applaudivano ora cercano di abbatterti”.

George Russell ha parlato della salute mentale così, spiegando che la società odierna celebra il successo e la perfezione. Si può dire lo stesso del motorsport e dei suoi appassionati. Un pilota riceve molto supporto da tifosi provenienti da tutto il mondo quando vince gare e raggiunge i risultati migliori: essendo circondato da positività questo lo aiuta sicuramente a guadagnare più confidenza e motivazione. Dall’altra parte, non appena si inizia a faticare con il passo e la performance improvvisamente il tifo diminuisce e risulta più complicato adottare una mentalità adatta per raggiungere un buon risultato. Questo può facilmente condurre ad un circolo vizioso che porta alcuni piloti a non riuscire più a migliorare.

George Russell su Instagram
George Russell su Instagram

La preparazione mentale adatta per la giusta prestazione in pista

Tra i piloti che si sono espressi sull’argomento anche il francese Esteban Ocon, che ha spiegato così il ruolo della salute mentale: “Allenare la propria mente è importante come allenare il proprio corpo. Se non sei in forma mentalmente non lo sei nemmeno fisicamente e non ti sentirai bene qualsiasi cosa farai”. Il pilota della Alpine continua dicendo che è cruciale avere la giusta mentalità quando si affronta un weekend di gara. Questo significa che ai giorni nostri gli allenamenti non riguardano soltanto l’aspetto fisico, preparando il proprio corpo al meglio per una prestazione adeguata, ma anche l’aspetto mentale. Se non si sta bene con se stessi, mancherà la tranquillità interiore e diminuirà la prestazione: dunque l’attenzione deve essere rivolta alla salute mentale in modo tale da riuscire a gestire le emozioni per performare al meglio.

Esteban Ocon su Instagram
Esteban Ocon su Instagram

L'impegno dei team per la salute mentale

Mercedes, sotto il controllo di Toto Wolff, è il team che sostiene maggiormente la salute mentale, insieme con il team inglese McLaren. Entrambe le squadre hanno assunto psicologi dello sport e preparatori mentali affinché offrano supporto ai membri dei team durante i loro viaggi. McLaren ha anche avviato una partnership con MIND Foundation, associazione che promuove ricerca e terapia psichedelica.


Inoltre Mercedes ha dato vita ad un sistema di supporto anonimo che aiuta i dipendenti ad esprimere le loro preoccupazioni e i loro dubbi, con l’obiettivo di raggiungere uno stato di benessere interno. È stato proprio il team inglese ad assumere un manager che gestisse il benessere della squadra, ruolo che è stato affidato a Chris Armstrong, che riceve settimanalmente dei resoconti su come si sente ogni membro.


“Ci vedete tutti sorridenti in TV…ma penso che sia importante per noi dire che non è oro tutto ciò che luccica”.

Queste parole di Toto Wolff offrono sicuramente uno spunto su cui riflettere riguardo all’argomento della salute mentale nel motorsport, dal momento che questi personaggi pubblici, parlando dei propri problemi, usano la loro voce per aiutare gli altri e svolgono un ruolo fondamentale.

Comments


© 2023 by Train of Thoughts. Proudly created with Wix.com

bottom of page