Lezioni di Innovazione: Due Chiacchiere con Benedetto Vigna
- Letizia Bizzotto
- 14 set 2023
- Tempo di lettura: 4 min
Dall'inizio della stagione 2023, l'eco del "Ferrari guarda al futuro a lungo termine" risuona costantemente, ma cosa vuol dire per un’azienda implementare il cambiamento sul lungo periodo continuando a rimanere concentrati sulla performance aziendale e sportiva attuale?
Il GP di casa potrebbe non aver rispecchiato le aspettative, ma si è concluso nel migliore modo che i tifosi potessero sperare. D’altro canto, la Scuderia è rinomata per essere caratterizzata da una turbolenta storia manageriale in cui, di mandato in mandato, molta politica ha influenzato le decisioni della casa di Maranello. La sinergia tra i vari reparti è essenziale per il successo in pista: se una funzione zoppica, l’intera squadra ne risente. In altre parole, la performance sportiva è il riflesso diretto della collaborazione aziendale. Se non c'è unità interna, i trionfi esterni sono difficili da raggiungere. Qualsiasi team manager, direttore sportivo e leader lo sa.
Da settembre 2021, alla guida del cavallino rampante si trova un uomo di scienza, un amministratore delegato atipico, anche se è stato annoverato tra i migliori manager del 2021 da Forbes Italia. Un tecnico che potrebbe rinnovare profondamente la gestione del marchio.
Benedetto Vigna, fisico subnucleare, ha dedicato gran parte della sua carriera all’industria dei semiconduttori. Vanta oltre duecento brevetti al suo attivo: dal sensore di movimento tridimensionale dei controller wireless della Nintendo Wii, fino ai sofisticati controllori per touch screen e sensori impiegati in settori come la tecnologia miniaturizzata.

In vista dell'incontro sorgevano molte domande: nell’odierna trasformazione gestionale con una diversa visione del leader, basata su valori e competenze, anziché ruoli e gerarchie; come applicare questo approccio in un'azienda spesso politicizzata come Ferrari? Come, in termini di gestione strategica, far coesistere il ciclo di innovazione compresso della Formula 1 con quello più dilatato dell'industria automobilistica?
La Gestione della Complessità Aziendale: Un Approccio Scientifico al Cambiamento
Il panorama aziendale contemporaneo può sembrare più complesso che mai, quando in realtà la complessità è una costante attraverso le generazioni. L'approccio giusto non è cercare di semplificare ciò che è per sua natura complesso, bensì adottare un pensiero complesso e scientifico per gestire efficacemente le sfide che si presentano.
Spesso le sfide non risiedono nella complessità intrinseca del mondo, bensì nelle complicazioni che gli attori umani aggiungono nell'interazione con esso.
Questa distinzione tra "complicato" e "complesso" è fondamentale, poiché ci conduce a un approccio più pragmatico: la complessità non può essere ridotta o semplificata, ma può e deve essere gestita in modo efficace. Che si tratti di organizzazione, soluzioni tecniche o strategie di marketing, l'implementazione di soluzioni complicate tende a confondere anziché a chiarire.
Quindi come affrontare la complessità aziendale? La risposta risiede nel pensiero complesso. Questo approccio richiede una comprensione profonda delle interconnessioni tra i reparti e la capacità di affrontare il cambiamento in modo sistematico e metodico.
L'esempio del lancio del primo Mac da parte di Apple ci offre una prospettiva illuminante sull'importanza della gestione della complessità nelle campagne di marketing. Il successo o il fallimento di un prodotto possono dipendere non solo dalla sua qualità intrinseca, ma anche da come viene presentato al pubblico. Qui, la complessità non riguarda solo la tecnologia o la produzione, ma si estende alla sottile arte di coinvolgere i consumatori.
Un approccio scientifico ed equilibrato nella gestione di questa complessità può fare la differenza tra un trionfo e un insuccesso. Alla base di tutto, la necessità di gestire il cambiamento, rispetto alla quale Vigna invita a guardare anche al passato:
Uno sguardo al passato che può, per quanto possa sembrare paradossale, favorire l’innovazione e dare una direzione alla leadership che deve orientarla e guidarla in azienda

Innovazione nell'Industria Automobilistica: Scarsità e Cambiamento come Motore
Ma cosa stimola l’innovazione, oggi come ieri? Nel percorso senza fine dell'innovazione aziendale, una verità fondamentale emerge: è la scarsità a stimolare la creatività. Contrariamente a quanto potrebbe sembrare, il modo migliore di fare innovazione è limitare le risorse poiché più ne vengono impiegate, più l’innovazione è inibita e meno è valorizzato l’elemento umano.
Tuttavia, il processo innovativo va oltre la semplice carenza di risorse: è una sfida che richiede una mentalità pronta a mettere in discussione lo status quo: la capacità di adottare nuovi punti di vista e di valutare con scetticismo le nozioni comunemente accettate è il primo passo verso la creazione di nuove soluzioni. Inoltre, l'innovazione non riguarda solamente il prodotto ma processi, sistema, management, strategie tecnologiche e campagne di marketing. Vigna difatti ridisegna gli interni di Maranello lavorando sul cambiamento culturale graduale, in cui le persone sono l'asset principale di Ferrari e le connessioni umane e professionali amplificano le opportunità di collaborazione.
In un'epoca in cui l'innovazione è al centro delle conversazioni, è essenziale comprendere che il concetto di cambiamento è radicato nella storia.
Mentre Ferrari si muove con una visione a lungo termine, affrontare la sfida dell'innovazione abbracciando la scarsità, sfidando i paradigmi esistenti e gestendo la complessità attraverso un approccio scientifico piuttosto che semplificarla.

La guida di Vigna segna quindi una svolta significativa nella storica azienda automobilistica. Mentre Ferrari si muove con una visione a lungo termine, l'importanza di gestire la complessità attraverso un approccio scientifico piuttosto che semplificarla è cruciale se la Scuderia vuole rivedere il suo storico cavallino sul podio con regolarità.
Adottare questa trasformazione non è solo opportuno, ma necessario.
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