L’atteggiamento della Williams nei confronti di Logan Sargeant: solo cinismo sportivo oppure una decisione inutile?
- Chiara Portello
- 26 mar 2024
- Tempo di lettura: 3 min
Il weekend in Australia è partito tutto sommato bene per Logan Sargeant per poi ricevere, incolpevole, una dolorosissima porta in faccia. È stato davvero utile al team consegnare la sua monoposto al compagno di squadra?

Venerdì nero per il pilota americano, nonostante il sole australiano
Durante la notte italiana, nel corso delle fp1, il pilota thailandese della Williams ha sbattuto la sua FW46 sulle barriere. La squadra si è accorta subito della gravità delle condizioni della macchina, soprattutto del telaio. Il team principal Vowles ha comunicato che purtroppo non hanno portato in Australia un telaio di riserva e, considerando i risultati dei piloti hanno deciso che per il resto del weekend faranno correre Alexander Albon sulla monoposto di Logan Sargeant. Da queste dichiarazioni possiamo fare un paio di riflessioni. Come è possibile che un team storico come la Williams, vincitore di 16 titoli mondiali tra piloti e costruttori, commetta un errore del genere. Errore che è difficile da giustificare, nonostante le difficoltà economiche che può avere il team.

Mi dispiace ma sei stato fregato
La seconda valutazione la possiamo fare sull’atteggiamento nei confronti del pilota americano che, nel venerdì australiano, non ha commesso gravi errori. Proviamo ad immedesimarci in Sargeant che, sceso dalla sua monoposto, speranzoso di svolgere un bel weekend, riceve da Vowles la notizia più brutta che un pilota possa ricevere. La pacca sulla spalla dal proprio team principal, colui che con quel gesto dovrebbe esprimere la massima fiducia in te e invece, quel gesto pare una beffa, una presa in giro. “E’ stato il tuo compagno a sbagliare ma purtroppo siamo costretti a non farti guidare la tua macchina e a darla al tuo compagno di squadra, ma non è colpa tua”… Ora, l’unica cosa che puoi fare è ingoiare quel boccone amarissimo e acconsentire. Così non avrebbe reagito Max Verstappen, affermando che al posto di Logan, sarebbe tornato a casa infuriato, dopo aver distrutto l’altra macchina. Affermazione un po’ dura ma rende bene l’idea su quella che è l’indole del pilota.

Molto severi e poco giusti
Non è la prima volta che succede in Formula 1, ogni squadra vuole ottenere il massimo risultato ogni weekend. Può sembrare molto severo ma questo è uno sport spietato. Se non ottieni risultati, c’è una fila di piloti pronti a sostituirti. Ad ogni modo, il comportamento che la squadra ha riservato al suo pilota più giovane non è sicuramente piaciuto ai tifosi che amano questo sport. Alla terza tappa della stagione, in cui riconosci di non avere molte possibilità per portare la macchina nelle prime 10 posizioni, questa scelta sembra essere stata davvero inutile. Troppo presto per prendere una decisione così netta sui propri piloti, ciò può essere solo controproducente, invece di dare risultati positivi.

Poca umanità, serve anche quella per incoraggiare i piloti
Un atteggiamento poco umano quello della squadra inglese che, fino all’anno scorso, aveva dimostrato fiducia e rispetto nei confronti del loro pilota americano, anche nei suoi momenti di difficoltà. È evidente come Alexander Albon sia quello più costante e sui cui si può contare di più, tuttavia trattare così in malo modo l’altro pilota significa distruggerlo psicologicamente. In una stagione di Formula 1 che è sempre più lunga, quella di quest’anno composta da 24 gare, avere entrambi i piloti concentrati e nel pieno delle loro forze fisiche e mentali è indispensabile.

Questa poteva essere una buona occasione per l’americano, dimostrando che si merita quel sedile. Invece ha ricevuto una porta in faccia che fa davvero male. È questo il primo campanello d’allarme per il futuro di Logan Sargeant? Non sarà semplice per lui rialzarsi ma è l’unico modo per dimostrare quanto vale come pilota e che si merita di restare in Formula 1.
Zero, la Williams torna a casa a mani vuote
Ci pensa il karma ad offrire un piccolo premio di consolazione al pilota americano, vedendo il proprio compagno di squadra, primo avversario per ogni pilota, arrivare undicesimo. Infatti, nonostante i tre ritiri in gara per la Redbull di Verstappen e per le due Mercedes, Albon non è comunque riuscito ad andare a punti. Preceduto da un ottimo Yuki Tsunoda e da una buona Haas che è riuscita a conquistare la nona e decima posizione salendo a 4 punti nei costruttori.

Insomma la Williams esce da questo weekend a Melbourne sconfitta e un po’ meno squadra, vediamo se a Suzuka riusciranno a cavarsela meglio e a portare al traguardo entrambe le monoposto.
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