Marie Sertang: dai Gran Premi sul divano con il papà alla pista, dove condividono la loro passione
- Race Diary
- 30 dic 2022
- Tempo di lettura: 8 min
Una giovane ragazza che nel suo tempo libero guida una Formula 1 non si sente tutti i giorni, eppure alle Finali Mondiali di Imola abbiamo avuto l’opportunità di conoscere Marie-Sarah Sertang: una giovane a cui piace passare il suo tempo libero a bordo della sua Formula 1, la F2007, sfrecciando nei circuiti in giro per l’Europa. Una passione che le ha trasmesso papà Stephane, il quale partecipa alle attività Clienti nell'ambito del Club Challenge di Ferrari. Marie ci ha raccontato come è nata la sua passione per le auto sportive del Cavallino, che vive nei ritagli di tempo dal lavoro di agente di comunicazione strategica nell’azienda di famiglia a Lussemburgo. Passione che può praticare nei più importanti circuiti a bordo di diverse Ferrari.

Il Rapporto con suo padre
Proprio ad Imola, abbiamo visto Marie condividere la macchina con suo padre, una cosa che lei descrive come molto speciale in quanto nella sua infanzia è stata abituata a vederlo raramente per via dei suoi numerosi viaggi di lavoro. Quando Marie era piccola, infatti, viveva a Londra mentre suo padre in Belgio, ed era quindi abituata a non vederlo quasi mai. Ad accomunarli erano però le auto ed il motorsport come, ad esempio, andare a vedere i Gran premi di Formula 1 che, ancora oggi, guardano assieme.
Condividere una macchina con suo padre, una macchina del genere, racconta Marie, è molto speciale e significativo per lei, è un argomento del quale possono sempre parlare e sul quale possono confrontarsi.
“Significa molto per me e ogni volta che guido una delle sue auto mi sento così speciale ed è una sensazione che non invecchia, è un'esperienza magica e mi sento molto fortunata.”
Marie ci ha raccontato anche della sorpresa fattagli da suo padre mettendo il suo nome sulla livrea della 488GTModificata, proprio accanto al nome di Stephane, un gesto davvero molto apprezzato dalla figlia.

“Guidare insieme a mio padre è sicuramente meglio che guidare da sola, possiamo confrontarci sulle piste, scambiarci consigli ed è anche divertente”
Il viso di suo padre ogni volta che Marie scende dalla macchina è pieno di orgoglio e felicità e questo rende felice anche lei. Si legge nei suoi occhi e si percepisce attraverso le sue parole la felicità di poter condividere questa passione con papà Stephane:
“è speciale, non so come descrivere il fatto che si fidi abbastanza di me da farmi guidare le sue auto, anche se io non sono una professionista e queste sono macchine molto speciali”

Una passione insolita
Da alcuni viene vista folle la scelta del suo hobby, forse perché ancora oggi è difficile pensare che questo sia uno sport per donne. Quando Marie ha iniziato a girare in macchina molte persone la supportavano, ma altrettante erano lì a dire che lei non poteva farlo, che non era in grado, ma lei ha sempre preferito non ascoltarli.

Marie racconta della prima volta che le è successo di fare un errore in pista, nel momento in cui è tornata nella pit lane si sentiva arrabbiata con sé stessa ma anche triste; l’ha definita come una sensazione più grande di lei quando alcune persone sono andate a dirle che era normale commettere errori, non perché fosse umana, ma perché fosse semplicemente una donna che stava praticando uno sport per uomini. Proprio per questo motivo all’inizio per lei è stato difficile.
“non commetto errori perché sono una ragazza, mi succede perché sono umana, questo non c’entra nulla con l’essere uomo o donna”
Ora i suoi migliori amici sono sempre pronti a supportarla nella sua passione e sempre pronti a dirle che è fantastica per quello che fa, un supporto di cui ha assolutamente bisogno visto lo stress e lo spavento che le porta correre in pista.
Il supporto di sua sorella Lèa: quello più importante
La sua più grande supporter però è sua sorella Lèa: abbiamo incontrato anche lei ad Imola e ci ha fatto capire quanto ammiri sua sorella per quello che fa attraverso le sue parole, ma soprattutto attraverso gli occhi pieni di orgoglio con cui la guardava mentre saliva sulla macchina. Marie ci tiene a sottolineare il bellissimo rapporto tra le due dicendo che ci sono veramente tante cose che senza sua sorella al suo fianco non sarebbe mai riuscita a fare, una sorella sempre pronta a dirle “Coraggio Marie, credi in te stessa”.

“è coraggiosa, io non riuscirei mai a farlo”
Ci ha detto Léa, definita da Marie come più che una sorella, la sua migliore amica.
L'inizio di questa passione
La prima volta che Stephane ha chiesto alla figlia se volesse guidare una delle sue vetture in pista Marie ha realizzato che non le era mai nemmeno passato per la testa di provare, lì per lì la sua prima reazione è stata "che domanda è? io non guiderò quell'auto!".
Ovviamente le preoccupazioni sono state la reazione successiva della giovane ragazza: e se fosse successo qualcosa? Un incidente, o se la macchina si dovesse rompere cosa sarebbe successo? Ma Stephane era convinto di quello che aveva appena proposto a sua figlia e prontamente rispose alle sue preoccupazioni dicendo "Marie io ti conosco, devi solo stare attenta. Prova e basta, se non ti senti a tuo agio, non farlo. Ma se vuoi farlo, sono sicuro che puoi farlo". Suo padre si è fidato di lei e questo voleva dire davvero molto per Marie:

"[...] Solo perché si è fidato di me abbastanza da permettermi di farlo che dovevo farlo. E sì, il fatto che abbia detto “sono sicuro che puoi farlo” ha significato molto per me"
Il fatto che suo padre abbia detto che era sicuro che si potesse farlo le ha dato la spinta giusta per provare:
"Se qualcun altro me l'avesse detto non gli avrei dato peso, ma dato che era mio padre a dirmelo, forse, aveva ragione."
"Corro contro me stessa e questo mi basta"
Correre a livello professionale, attualmente, non è la priorità di Marie che ci ha confessato che siamo state le prime a chiederglielo e che non le è mai passato nemmeno per la testa.
Marie dice di correre contro sé stessa e questo le basta, le piace essere informata sui tempi che cerca di battere la volta dopo e sulla telemetria che si appunta ogni volta, è sempre alla ricerca di un miglioramento personale ma diventare un pilota, attualmente, non è il suo sogno.
Riflettendo sull’argomento la giovane belga ci ha detto che se, ad oggi, avesse la possibilità di correre a livello professionale sceglierebbe comunque di non intraprendere questa strada in quanto è occupata in un lavoro che ama e scegliere di fare il pilota le porterebbe via troppo tempo. È già per lei difficile trovare un equilibrio tra vita privata e quella lavorativa, non si sentirebbe quindi di dedicare tutto il suo tempo a questo sport, anche il numero di vetture in pista è un fattore importante: Marie ci ha detto che quando le macchine in pista con lei sono molte, non osa quindi immaginare se dovesse essere in gara.
“Se faccio qualcosa voglio farlo al 100% e non sono pronta ad impegnarmi in questo, mi piace andare in pista quando ho tempo per farlo”
Quando il motore si accende, la paura lascia spazio all'adrenalina
Tutti sanno che guidare macchine ad alta velocità è un’emozione unica che pochi hanno il privilegio di vivere, soprattutto se la vettura in questione è una F1.
“E' una delle migliori esperienze della mia vita e mi sento davvero molto fortunata. La prima volta che l’ho guidata non ci credevo: ero molto presa in quel momento, ma quando sono scesa dalla macchina e ho realizzato cos’era appena successo ero scioccata”
Così Marie ci ha descritto la sua prima volta su una vettura di F1, ma non nasconde che guidare ogni tipo di macchina da corsa è emozionante e speciale, sottolineando però che la F1 ha qualcosa che la rende unica.

“Ogni volta che la guido mi sento come se potessi sorridere per tutto l’anno. Quando vado a dormire e penso a questo sorrido”
Per quanto possa essere incredibile guidare una vettura da corsa, c’è tuttavia anche un aspetto più impegnativo con cui Marie deve convivere: la gestione della paura e dello spavento. Non ci nasconde che il timore che qualcosa non vada come previsto c’è e ci confessa che il giorno prima di scendere in pista è decisamente complicato.
“Ho paura di essere troppo spaventata o troppo stanca, ma poi mi rendo conto di avere questa opportunità e devo coglierla al volo”
Una telefonata con la sorella Lea la sera prima la fa dormire tranquilla, ma il giorno seguente la paura torna e tutte le emozioni negative spariscono solo una volta uscita dalla pit-lane.
“Entro nella macchina e ho paura, il motore si accende e ho paura, e una volta che scendo in pista non ho più paura. Torno in pit-lane ho un senso di sollievo che tutto sia andato bene”
Spesso parla anche con altri piloti con cui condivide la pista e ci ha svelato che nessuno di loro in realtà prova le sue stesse emozioni. Marie ci ha inoltre confessato che parte delle sue paure derivano dal fatto che nel caso la vettura dovesse riportare dei danni, non sarebbe lei a pagare ma suo padre, e questo a lei dispiacerebbe molto. Tuttavia è anche consapevole che certe situazioni non si possono prevedere e che dagli errori si può solo imparare.
“So che certe cose possono succedere e che non è nemmeno la fine del mondo, sono cose che devono succedere se si vuole imparare. Se guidi devi correre rischi”
Diverse vetture, diverse emozioni
Di macchine ne ha guidate Marie, e ci ha rivelato che non vorrebbe mai guidare due vetture diverse nello stesso giorno.
"Studio il tracciato in base alla macchina che guiderò e ho paura di dimenticarmi i vari punti di frenata e altri aspetti fondamentali; non penso che me ne dimenticherei, perché una volta che si sale in macchina non si può essere confusi, ma non vorrei comunque farlo"

A Imola ha guidato la Modificata, e ci ha raccontato come all’inizio fosse spaventata che non si ricordasse cosa dovesse fare; una volta salita in macchina però, tutto è diventato automatico per lei.
Ci ha anche spiegato come preferisca guidare una F1 rispetto ad una qualsiasi altra vettura, in quanto su vetture come la 488GTModificata è accompagnata dal suo coach. Guidando una F1 invece non ha nessuno con lei né utilizza la radio per comunicare, sono solo lei e la macchina, ed è questo ciò che le piace di più.
Guidare su pista è sicuramente tutt'altra cosa rispetto alla strada, e Marie ce l'ha confermato. Alla nostra domanda “preferisci guidare in pista o in strada?” ci ha infatti risposto così:
“In pista sicuramente, per strada devo essere una cittadina responsabile e rispettare le regole! In più, in strada ci sono più persone, mentre in pista è diverso”
A Marie piace quindi essere da sola in pista, ma non nasconde che aver iniziato a guidare con altre persone l’ha aiutata a concentrarsi anche su altri aspetti.
“Dovevo stare attenta a controllare sempre gli specchietti, non volevo essere d’intralcio a qualcuno che era più veloce di me!”
La passione per il motorsport e per la Ferrari
Guidare una macchina da corsa richiede sicuramente tanta passione, e questa a Marie non manca.
“Quando ero piccola guardavo sempre la F1 con mio padre e vivere in Belgio, con Spa che è un GP iconico in questo sport, è molto importante dal punto di vista culturale”
Tuttavia confessa che ora non riesce più a seguirlo come una volta, complice anche una Ferrari non vincente negli ultimi anni. La passione però continua ad esserci, tanto da rimandare ogni tipo di impegno che le viene proposto la domenica nelle ore di gara.

Ma la F1 non è tutto: Marie cerca infatti di seguire anche gli altri campionati, guardandoli in tv o leggendo articoli tenendosi informata.
“Cerco anche di seguire altri campionati, come il WEC, e se non riesco a guardarlo in tv allora leggo e cerco di informarmi su cosa è successo in pista”
Da tifosa Ferrari quale è, alla domanda “qual è il tuo pilota preferito di F1” ci ha risposto che a lei basta che un pilota Ferrari vinca. Ci ha però anche parlato dell’ammirazione che ha verso piloti come Lewis Hamilton e Sebastian Vettel, che si muovono in prima linea per cause politiche e sociali.
“Alcune persone pensano che loro non debbano parlare di temi politici o problemi sociali ma è importante ciò che fanno e li rispetto molto”
Una ragazza molto giovane e determinata Marie Sertang, che ha saputo trasmetterci il suo amore per ciò che fa in modo semplice e genuino. Noi le auguriamo il meglio e la ringraziamo per l'opportunità che ci ha dato!
Intervista di RaceDiary, articolo a cura di Camilla Coletta e Francesca Zito
Foto di Marie Sertang, via ig e RaceDiary
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