La 6 ore di Spa del WEC, tra show e controversie
- Marco Bise
- 22 mag 2024
- Tempo di lettura: 4 min
Dopo il nostro articolo sul Balance of Performance della scorsa settimana, i fatti della 6 Ore di Spa ci hanno, di nuovo, lasciati decisamente perplessi.
La federazione ha fornito un altro interessante spunto di riflessione, andando a tirare fuori una delle decisioni più controverse della storia recente del WEC.
Ma andiamo con ordine.

Cosa è successo alla 6 Ore di Spa
Per chi non avesse visto la gara - e vi invitiamo caldamente a recuperarla se non l’avete ancora fatto, perché è stata veramente folle - bisogna dare un po' di contesto.
A 1 ora e 44 minuti dal termine, Bamber, al volante della LMDh #2 di Cadillac, ci ha regalato uno “splendido” - si fa per dire - incidente multi classe, evidentemente diventato specialità del marchio americano visti i precedenti in IMSA.
Mentre era all'inseguimento della Porsche #99 di Proton Competition all'inizio del rettilineo del Kemmel, un tentativo di doppiaggio a dir poco maldestro lo ha prima mandato a contatto con la LMDh tedesca, per poi carambolare malamente sulla incolpevole BMW M4 GT3 #31 di Sean Gelael.
Il pandemonio generato è stato tale che la Cadillac ha sfiorato il decollo - santa pinna stabilizzatrice - a oltre 200 all'ora, mentre la BMW è stata sbalzata violentemente contro i guard-rail dal lato opposto del tracciato.
Il tutto condito da detriti sparati fino a Le Mans.
Piloti ok fortunatamente, ma fin da subito è stato chiaro che ci sarebbero volute ore per rimettere in sicurezza il tracciato.

Per quanto si potrebbe discutere per ore sulla natura e sulle responsabilità dell'incidente, tuttavia, vogliamo concentrarci prettamente sulle conseguenze sportive del fatto.
Nel WEC, essendo le gare a tempo, e non a giri come in Formula 1, la direzione gara ha optato per non fermare il cronometro, che ha quindi continuato a scorrere durante l'interruzione, come se non fosse successo nulla.
O almeno, questo fino a 10 minuti allo scadere delle 6 ore, quando gli steward sono tornati incredibilmente sui loro passi: la corsa non sarebbe finita allo scadere del tempo come ormai chiunque si sarebbe aspettato, bensì si sarebbe recuperata quell'ora e 44 minuti persa a causa della neutralizzazione.
Una mossa legittima dal punto di vista regolamentare - articolo 14.3.1 del regolamento sportivo - ma che risulta indubbiamente controversa e opinabile per una serie di motivi.
Il primo è collegato alla regolamentazione della bandiera rossa: durante la stessa, infatti, è consentito cambiare le gomme ma non fare rifornimento.
Questo ha di conseguenza portato un vantaggio enorme a chi si era appena fermato - Porsche e Alpine su tutti - e ha svantaggiato tutti gli altri, soprattutto - nemmeno a dirlo - Ferrari, che al momento dell'incidente stava dominando.
Così, le due Porsche #12 e #6 si sono viste regalate dal nulla un vantaggio di ben un minuto sui diretti inseguitori.
Un gap decisamente irrecuperabile in meno di due ore, ma non che ci volesse tanto a capire che sarebbe finita così.
Tutti ciò diventa ancora più surreale se si va a leggere il comunicato della federazione al termine del weekend. Ma su questo punto torneremo dopo.

Un pericoloso precedente
Un altro grande problema derivante da tutto questo marasma è la creazione di un precedente che potrebbe rivelarsi molto pericoloso in futuro.
Immaginate accadesse una cosa simile a Le Mans, dove tra l'altro ci saranno anche le LMP2 di mezzo. Uscirebbe un putiferio.
Non che qui le cose siano finite a tarallucci e vino: a fine gara, infatti, Ferrari ha presentato ricorso contro la decisione di riprendere la gara, ma questo è stato respinto dalla federazione.
E qui arriva la parte più comica del discorso, perché il modo in cui la FIA ha provato a giustificare la decisione è stato quanto meno... discutibile.
E non perché ci sia di mezzo Ferrari, sia chiaro, poteva succedere a Toyota così come ad Alpine o Isotta Fraschini e avremmo mantenuto gli stessi toni.
"Questa soluzione ha garantito la correttezza sportiva per tutti i partecipanti, che avevano impostato le loro strategie per una gara di 6 ore. Tagliare la gara avrebbe comportato un vantaggio per alcuni e uno svantaggio per altri“, si legge nel tragicomico comunicato.
Ma davvero, la correttezza sportiva è rimasta intatta? Nessuno ne è uscito svantaggiato?
Uscirsene con la "correttezza sportiva" in merito alle strategie, quando proprio queste ultime sono saltate per aria, non è stata certamente una scelta comunicativa azzeccatissima.

La gestione dell'episodio ha portato a galla una crisi sempre più evidente della FIA, che sembra sempre più brancolare nel buio.
Ma ha soprattutto messo in luce la necessità di avere coerenza e rispetto per il lavoro di squadre e piloti - cosa che abbiamo sottolineato anche nel nostro ultimo articolo.
Le Mans si avvicina sempre di più e cominciano a circolare voci non proprio rassicuranti, specialmente sul fronte BoP.
Staremo a vedere, sperando che questa faccenda sia servita da sveglia per un arbitro che sta collezionando sempre più figuracce su ogni fronte.
E parlare solo di polemiche dopo ogni weekend sta diventando un copione decisamente troppo ripetitivo.
Quindi la domanda sorge spontanea: la FIA sta raccogliendo più insulti di quanti effettivamente ne meriti, o è giunto il momento di una riflessione più profonda?
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