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Peugeot e la strada verso il riscatto: analisi della 9X8 "Evo"

Aggiornamento: 15 mag 2024

Dopo le deludenti prestazioni dell'avveniristica 9X8 "originale", che abbiamo analizzato in un articolo pubblicato poco tempo fa, Peugeot ha deciso di dare una svolta al suo progetto, presentando la nuova evoluzione della sua LMH per il World Endurance Championship.

“Pizzicata” dalle telecamere per la prima volta in un test privato a dicembre e ufficialmente presentata il 25 marzo, la nuova - perché sì, di fatto lo è - Hypercar ha messo in chiaro la volontà di tornare verso approcci più "tradizionali", seppur mantenendo il suo DNA innovativo, per puntare alla vittoria. Ma soprattutto, per fare sì che tutti i problemi avuti con la "Spec 1" siano solo un lontano ricordo.


In attesa di vederla in pista per la prima volta in una sessione ufficiale in occasione della 6 ore di Imola, esploriamo gli aspetti su cui Peugeot ha concentrato i suoi sforzi.


9x8 senza ala posteriore
La 9X8 nella configurazione originale, senza ala posteriore

Rivoluzione aerodinamica

Particolare attenzione va data alla veste aerodinamica, cuore pulsante di tutto il pacchetto.

La casa del leone ha infatti deciso di abbandonare la filosofia del "We didn't want a rear wing", che si è rivelata efficace solo in determinate piste - Qatar, Le Mans e Monza, una selezione troppo limitata per competere seriamente per il campionato.

Questo ha portato ad una interessante "fusione" tra il precedente concept, che mirava a generare downforce unicamente tramite il fondo vettura, e quello "tradizionale", che comporta la presenza dell'ala posteriore.

Quest'ultimo si è dimostrato decisamente più affidabile e stabile rispetto al primo, nonostante alla presentazione della prima 9X8 i tecnici francesi fossero convinti che non ci sarebbe stata differenza e che la rimozione dell'ala fosse stata "forzata" per rientrare nei vincoli regolamentari.

Ebbene, si è presto scoperto che non era così: la vettura, pur essendo facile da guidare e settare, presentava gravi carenze nelle curve lente e in trazione, suggerendo che il carico prodotto non fosse sufficientemente stabile durante il giro, specialmente nei tratti lenti.

Da qui la decisione di unire i due concetti: mantenendo lo stesso telaio e un fondo vettura capace di generare un notevole carico, l'introduzione della nuova ala posteriore aiuta a stabilizzare la vettura proprio sul retro.

Questa fusione ha richiesto una massiccia riprogettazione, come confermato dal direttore tecnico Olivier Jansonnie, il quale ha affermato che il 90% della carrozzeria è stato ridefinito.


9x8 evo foto dalla presentazione
La nuova Peugeot 9X8 Evo alla presentazione - © Peugeot

Ottimizzazione della trazione

Un altro significativo passo in avanti è stato compiuto con il passaggio a gomme più larghe sull'asse posteriore.

Bisogna infatti ricordare che Peugeot ha deciso di omologare la prima versione della 9X8 con 4 gomme larghe 31 cm, mantenendo dunque un bilanciamento più spostato sull’anteriore. Scelta che, tra le altre cose, aveva contribuito alla decisione di eliminare l'ala posteriore sulla prima 9X8: "Spostando il bilanciamento dei pesi e aerodinamico verso l’anteriore, non c’era veramente bisogno di un’ala posteriore", spiega infatti Jansonnie.

Tuttavia, la convergenza prestazionale tra LMH e LMDh voluta dal regolamento ha favorito l'approccio opposto, consentendo di montare gomme più larghe sull'asse posteriore.

Con questo cambiamento Peugeot mira ad ottenere una migliore gestione della potenza in uscita curva e di conseguenza una migliore trazione, impattando anche di meno sulle gomme posteriori.


9x8 dettaglio parte posteriore
Dettaglio della zona posteriore della nuova 9X8 Evo - © Peugeot

Avanzamenti tecnici

Ma le novità non si fermano qui: i tecnici d'oltralpe hanno lavorato duramente anche su altre parti fondamentali della vettura. I due aspetti più curati sono sicuramente la completa ridistribuzione dei pesi, per migliorare il bilanciamento aero-meccanico e di conseguenza anche la gestione delle coperture Michelin, e le modifiche al motore volte a risolvere alcuni problemi di affidabilità.

Tutti i cambiamenti sono stati fatti sperando di essere meno "dipendenti" dal BoP, come invece avveniva lo scorso anno: "Abbiamo preso decisioni che ora non sono più quelle giuste e questa differenza di prestazioni non è stata sufficientemente compensata dal Balance of Performance nel 2023", spiega Jansonnie a motorsport.it.


9x8 evo foto dalla presentazione
Altra angolazione della nuova 9X8 Evo alla presentazione - © Peugeot

9X8 Evo, la parola spetta alla pista

Ora è il momento della verità: il 20 aprile, alla 6 ore di Imola, addetti ai lavori e appassionati avranno l'opportunità di valutare se la 9X8 "Evo" ha davvero superato i limiti della "Spec 1" e si è avvicinata ai rivali.

La speranza di tutti è che questo nuovo passo avanti rappresenti un ritorno ai massimi livelli per la casa d'oltralpe nel WEC, dopo un lungo periodo di assenza.

La strada è ancora lunga, ma l'entusiasmo e la determinazione in casa Peugeot sono più forti che mai.

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