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WEC, un film già visto

Una gara difficile, in costante rincorsa e mai nelle posizioni di vertice per Ferrari in quel di San Paolo, quinto round stagionale del WEC.

C'era da aspettarselo? Guardando quanto accaduto dopo Le Mans lo scorso anno, purtroppo si.

E se lo aspettavano anche i vertici della storica scuderia di Maranello, i quali a fine gara hanno confermato alla stampa che le aspettative della vigilia sono state mantenute, parlando addirittura di "frustrazione" e "impotenza".

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© Ferrari

Cosa è successo in Brasile

Dopo la grande vittoria alla 24 ore di Le Mans e le ottime prestazioni di Imola e Spa, Ferrari è arrivata in Brasile forte di un morale alle stelle e un pacchetto tecnico aggiornato.

Ma fin dalle prove libere, è stato subito chiaro che né le rosse ufficiali né la "gialla" privata di AF Corse sarebbero state in corsa per la vittoria.

Questa sensazione è stata poi confermata in gara, dove le tre 499P hanno concluso solamente al quinto, sesto e undicesimo posto.

E non è stata questione di sfortuna, come a Spa, o di errori strategici, come a Imola: qui in Brasile, per la prima volta dalla gara di Losail, semplicemente le 499P non avevano passo.

E, proprio come in Qatar, il principale indiziato rimane lo stesso: il BoP.


Le difficoltà sono state esposte alla stampa al termine del weekend da Antonello Coletta, grande capo del programma WEC, che a FormulaPassion.it ha dichiarato: "Al termine di una gara come quella vissuta qui in Brasile è difficile trovare le parole migliori per esprimere la frustrazione ed il senso d’impotenza che la squadra ha provato. Nonostante un lavoro impeccabile nella preparazione dell’evento e durante la corsa, non è stato possibile ottenere un risultato migliore in pista. Eravamo consapevoli che non avremmo avuto modo di competere per la vittoria e purtroppo quanto emerso nelle simulazioni è stato confermato da quanto si è verificato in corsa".


Il manager ha poi concluso tuonando contro la federazione: "Ci auguriamo di avere ad Austin la possibilità di batterci equamente”.

Insomma, una leggerissima bordata scagliata contro la FIA, che per l'ennesima volta ha dimostrato di essere carente - e non poco - nella gestione del Balance of Performance.

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© Ferrari

Come un deja-vu

Ma, come detto prima, purtroppo c'era da aspettarselo.

Perché?

Per capirlo bisogna tornare indietro di un anno, alla 24 ore di Le Mans.

La scorsa stagione la storica gara francese è stata caratterizzata da un BoP tarato decisamente bene, che ha portato ben quattro costruttori in lotta per la vittoria finale, andata poi alla Ferrari #51.

Si pensava quindi che i parametri del BoP avrebbero subito solo delle modifiche minime, ma contro ogni pronostico, è arrivata invece una pesante revisione.

Alle 499P sono stati tagliati ben 12kW di potenza, e come se non bastasse le sono anche stati aggiunti dei kg di zavorra extra, probabilmente anche in seguito alle pesanti lamentele da parte di Toyota.

Potete quindi immaginare il risultato, con Ferrari che fino a fine stagione è stata di fatto tagliata fuori dai giochi.


Ebbene, un anno dopo, ci ritroviamo a vivere lo stesso scenario.

Dopo un'altra 24 ore di Le Mans tiratissima e segnata da un BoP decisamente "on point", la revisione dei parametri ha nuovamente sballato tutto.

Ciò è stato confermato da tutti i membri del programma endurance di Maranello, partendo dai piloti fino ai grandi capi: il Balance of Performance a San Paolo è stato troppo severo, con i 17 kg di zavorra e la riduzione di potenza che hanno eccessivamente penalizzato una vettura che non ha come arma principale il carico nel lento. Ma questa caratteristica della 499P era chiara già dall'inizio dello scorso anno, e speriamo vivamente che la FIA se ne sia accorta - anche se dalla gestione attuale del BoP sembra non essere così.

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© Ferrari

Le Mans pesa troppo sul BoP?

E qui arriviamo al punto focale della riflessione: non è che in chiave Balance of Performance venga data eccessiva risonanza al successo nella 24 ore di Le Mans?

Non fraintendeteci: la storica gara della Sarthe rimane indubbiamente l'appuntamento più importante ed affascinante della stagione, ma bisogna pur sempre considerare che si corre su una tipologia di circuito estremamente atipica, con immensi rettilinei che la fanno da padroni e le curve lente che sono veramente una parte infinitesima se paragonate ad altre piste più "convenzionali".

Insomma, avere una macchina velocissima a Le Mans non implica necessariamente avere la vettura migliore sotto ogni singolo aspetto, e bisogna tenerne conto per interpretare al meglio i valori complessivi in campo prima di rivoluzionare il BoP.


Quello su cui vogliamo far riflettere è proprio questo: Ferrari, per due anni di fila, è stata eccessivamente azzoppata dopo aver vinto a Le Mans, seppur senza aver dominato in lungo e in largo in nessuna delle due occasioni. Le è stata tolta molta potenza a Monza nel 2023 e aggiunto tanto peso in Brasile nel 2024, ed in entrambi i casi è stata magicamente tagliata fuori dai giochi.


Tutti, team e costruttori compresi, sono stanchi di dover sentire polemiche ogni weekend e vorrebbero solo avere una maggiore trasparenza su questo aspetto da parte della federazione, che però continua a voler mantenere il segreto assoluto in merito.


Come sempre più spesso accade, quindi, ci troviamo con più domande che risposte…

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