Anthoine Hubert: la stella che continua a brillare
- Camilla Coletta
- 22 set 2022
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 10 ott 2022
Oggi sarebbero stati 26 per il campione francese, Anthoine Hubert, che tre anni fa ci ha lasciati in un caldo pomeriggio estivo, durante quella maledetta gara a Spa dove niente è andato come doveva andare.
Anthoine Hubert nasce il primo giorno d’autunno del ’96, il 22 settembre, in Francia a Lione; all’età di soli tre anni riceve da Babbo Natale il suo primo Go-Kart, probabilmente il miglior regalo che quel bambino potesse desiderare. Prima di iniziare a gareggiare nel 2004, Anthoine la domenica si recava, insieme al suo appassionato papà, nel parcheggio di un supermercato dove, con alcuni coni, creava piste per far allenare il figlio.

Un semplice parcheggio, con qualche cono ed un pizzico di fantasia, diventava una pista per il baby-kart del piccolo Anthoine che stava imparando i primi passi per quella che sarebbe diventata la sua passione, lì è dove ha costruito le basi della sua carriera. Dai 3 ai 5 anni il pilota francese si allena in questo modo, facendo anche qualche gara dilettantistica a Raleigh. Negli anni successivi il bambino, mentre sta crescendo non solo di età ma anche a livello di esperienza di guida in pista, si sposta sulle piste reali e a 7 anni inizia a gareggiare.
Anthoine era davvero un bravo ragazzo, una persona positiva ed empatica, viene descritto da Callum Ilott come una persona fantastica, con una famiglia fantastica. Anthoine era un ragazzo gentile ed una persona che ti sapeva mettere a suo agio, era quel ragazzo che fuori dalla pista la cosa su cui scherzava che amava di più fare, dopo passare il tempo con la famiglia e gli amici, era dormire, curioso per un giovane che nel fine settimana sfrecciava a più di 200 chilometri orari. Passare il tempo con la famiglia, una attività molto importante per il ragazzo francese: suo padre ha avuto un grosso impatto sulla sua carriera, l’ex pilota di rally, infatti, non si perse più di 3 o 4 gare del figlio; per Anthoine era molto importante avere lì con lui il padre, anche sua madre lo accompagnava insieme al fratello e spesso anche la sua ragazza era in pista con lui a supportarlo.

Ad Anthoine faceva piacere avere li con lui la sua famiglia perchè era un equilibrio per lui: poteva dedicarsi al lavoro ma anche stare con le persone che amava e svagarsi. Passare del tempo con la squadra, gli ingegneri, parlare della gara o delle qualifiche, era necessario, certo, però se fosse andato male la squadra avrebbe potuto dargli la colpa ed a livello psicologico poteva essere difficile affrontare tutto da solo.

Il pilota francese era un ragazzo amichevole, con cui i suoi amici si sono divertiti a battercisi in pista, nessuno si sente di poter dire una sola brutta parola su di lui, tra lui e Callum Ilott, soprattutto, c’era una meravigliosa amicizia.
“Penso che un sacco di gente lo avrebbe amato e mi ritengo fortunato di averlo conosciuto”
Ha detto l’amico Callum Ilott in un’intervista.

Non solo una bellissima persona, ma anche un Pilota di talento
Per alcune cose era riservato, ma Anthoine, era comunque una persona popolare all’interno del paddock, era amato da tutti. Il francese era timido fuori dai tracciati ma, appena metteva il casco e saliva sulla sua macchina, mostrava la sua grinta, la sua tenacia e, soprattutto, il suo talento.
Anthoine sapeva sempre farsi rispettare in pista, in ogni categoria dove ha corso è stato sempre rispettato; era uno di quei piloti che, nonostante tutto, continuava sempre a lavorare, ad impegnarsi, perché le cose o le faceva bene o non le faceva. Non era di certo uno di quelli che si arrende: se la situazione davanti a lui si presentava più difficile di quello che si aspettava, lui si impegnava ancora di più.
“È triste perché sarebbe stato un pilota vincente e competitivo, avrei sicuramente gareggiato e passato dei bei momenti per molti, per molti anni in futuro.”
Callum Ilott

Anthoine era un bravissimo pilota, lo ha sempre dimostrato con i suoi risultati, essendo sempre nella parte alta della classifica. Nessuna presunzione da parte sua, sapeva di essere bravo, questo è sicuro, si vedeva, e Ilott pensa che proprio questa fosse la sua forza.
Sicuramente era un ragazzo ed un pilota dal quale prendere esempio, lo sa bene Callum: in un’intervista disse che Anthoine lo aveva cambiato, non a causa dell’incidente, lo aveva cambiato grazie al suo modo di essere, la sua personalità influenzava le persone ed era riuscito ad insegnare molte cose al pilota inglese che si è preso la responsabilità di cambiare ispirandosi all’amico francese. La tragedia di Spa ha cambiato i valori di Callum grazie al modo di pensare che Anthoine gli ha trasmesso.

Una stella nascente, una stella che stava brillando più di molte altre, si è spenta troppo presto su quella curva tanto bella quanto pericolosa. Si spezza così il sogno di un giovane pilota di arrivare in Formula 1, un sogno che, per lui, non sembrava essere così lontano.
Esattamente 26 anni fa, quella stella stava nascendo, quella stella che oggi brilla ancora, non più sui circuiti del mondo, ma nei ricordi di tutti.
Tanti auguri Anthoine!

In questo testo ho cercato di raccontare chi era Anthoine, non solo in pista ma anche fuori. Per farlo mi sono servita delle sue parole, di quelle di chi lo conosceva, e soprattutto delle parole di quello che è stato un suo grande amico: Callum Ilott, che lo ha ricordato nell’ottobre 2019 nel podcast ©F2: road to F1.
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