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F3 2022: facciamo i conti

La F3 è giunta al termine con il weekend di Monza, dopo una delle stagioni più divertenti di sempre, con un livello altissimo tra i piloti, nonostante la giovanissima età di molti di loro.

Ci sono stati tanti rookies, alcuni dei quali sono anche stati in lotta per il titolo; altri invece erano al loro secondo anno nella categoria. Forse proprio da questi ultimi ci saremmo aspettati qualcosa di diverso, ma analizziamo il percorso di coloro che secondo noi sono stati i protagonisti della stagione, in positivo e in negativo.


Photo credits: Getty Images

La costante: Stanek

Un nome sicuramente da ricordare è quello di Roman Stanek. Al suo secondo anno in F3 ha fatto parlare di sé non tanto per dei grandi risultati o prestazioni fenomenali, ma perché si è sempre trovato lì, in zona punti, a combattere per le posizioni che contano. Non ha fatto grossi errori e si è dimostrato maturo, facendo vedere l’anno di esperienza nella categoria.


In totale è salito quattro volte sul podio, guadagnandosi anche la vittoria della Feature Race nell’appuntamento di Imola. Dopo la sedicesima posizione in classifica generale dell’anno scorso, quest’anno è stato tra i contendenti al titolo, posizionandosi a fine stagione in quinta posizione, alle spalle del rookie Hadjar. Cosa riserverà il futuro per il pilota ceco?


Photo credits: Getty Images

Maloney e Bearman: talenti grezzi

Maloney e Bearman sono stati tra i protagonisti della stagione e dell’ultima gara. Entrambi rookies, al loro primo anno in F3, il primo ha corso con Trident, il secondo ha affiancato Crawford e Leclerc in Prema.

Il pilota delle Barbados nel 2021 ha corso con R-Ace GP in Formula Regional, piazzandosi quarto in classifica generale a fine stagione; Bearman ha invece vinto tutto ciò che poteva vincere l’anno scorso. Il pilota britannico ha infatti fatto l’en plein portando a casa il trofeo del vincitore sia del campionato di F4 tedesca che di quella italiana, supportato dal team VAR.


Per quanto riguarda Maloney, è stato al centro dell’attenzione per vari motivi: nella prima parte di stagione ha collezionato molti 0, soprattutto per errori suoi. Da ricordare quello di Imola, mentre era in testa alla corsa, che lo ha costretto al ritiro. Nella seconda parte di stagione c’è stato invece un cambiamento drastico dal pilota del team Trident, che ad inizio stagione ha avuto forse bisogno di adattarsi al cambio di categoria. Maloney ha infatti collezionato tre vittorie nelle ultime feature races della stagione e un podio a Budapest: questo bottino di punti gli ha permesso di mettersi in lotta per il titolo, rischiando anche di vincerlo all’ultima gara. Il pilota delle Barbados è arrivato secondo, a soli cinque punti da Martins.


L'andamento del pilotino della Ferrari Driver Academy, Bearman, durante la stagione è stato simile a quello di Maloney, seppur con qualche differenza. Il pilota inglese ha infatti ottenuto la sua prima vittoria nella prima gara della stagione, ma gli è stata tolta in modo particolare. Gli sono stati infatti assegnati cinque secondi di penalità, ma il muretto non lo aveva riferito al pilota, che ha finito la gara con la sicurezza di portare la vittoria a casa. Così non è stato, ma Bearman è salito comunque sul secondo gradino del podio.


Le gare successive sono state un po' di rodaggio per il pilotino del team Prema: non ha infatti brillato in fatto di risultati, collezionando due 0 ad Imola e pochi punti nel weekend spagnolo. A Silverstone è tornato sul podio, davanti al suo pubblico, classificandosi terzo in feature race e iniziando un periodo di grandi risultati che durerà fino alla fine della stagione. Dall’appuntamento inglese la storia è sicuramente diversa: un terzo posto sia a Spielberg che a Budapest, a cui si aggiunge un weekend perfetto a Spa, con un podio e la sua prima vittoria effettiva in F3.


Sicuramente il pilota britannico è riuscito a farsi notare ulteriormente dopo questi brillanti risultati, ma è soprattutto entrato in lotta per il titolo. Sappiamo com’è finita e sappiamo che forse tra i contendenti al campionato era quello che ci credeva e ci sperava di più, e il suo volto al termine della feature race a Monza ne è la prova.


Ma ciò che possiamo dire di lui e Maloney è che arriveranno entrambi in alto, quest’anno hanno affrontato molte situazioni e sono riusciti ad arrivare a risultati che non tutti riescono ad ottenere al loro primo anno in categoria. Gli errori commessi da entrambi ad inizio stagione sono stati fondamentali per guadagnare l’esperienza giusta per lottare in F3. Questi due giovani piloti si meritano molto, ma l’anno prossimo dove li vedremo?


Photo credits: Getty Images

La sorpresa: O'Sullivan

Tra i rookies degni di nota dobbiamo citare anche O’Sullivan, che dopo la British F3 è salito in F3 con Carlin. Non ci si può aspettare molto da un pilota che è al suo primo anno in categoria e che non è in un top team; eppure l’inglese ha sorpreso, collezionando due podi, una pole position e alcuni piazzamenti nelle posizioni che contano. In classifica generale ha concluso la stagione in undicesima posizione, forse non veritiera per quello che ha dimostrato: da ricordare la strenua difesa nei confronti di Arthur Leclerc nella gara di Spa, che non ha permesso al pilota monegasco di mettere in atto la sua rimonta.


Photo credits: Getty Images

Le delusioni di Crawford e Leclerc

Fino ad adesso abbiamo parlato dei piloti che ci hanno stupito, ma è ora di arrivare alla nota dolente: coloro dai quali ci aspettavamo decisamente di più. Tra questi bisogna mettere anche Leclerc e Crawford, che al loro secondo anno in categoria si sono posizionati rispettivamente sesto e settimo. Non era questo il risultato atteso ad inizio stagione per i due piloti delle academy Red Bull e Ferrari, ma ancora più particolare è stato l’andamento della loro stagione.


Tra i contendenti al titolo il piccolo Leclerc è stato infatti quello a collezionare meno podi: solo una vittoria e un secondo posto per lui, entrambi arrivati nella prima parte di stagione. Poi una serie di situazioni sfavorevoli non gli hanno permesso di tornare in alto. C’è sicuramente da sottolineare che certi errori commessi da lui non ce li si aspetta da un ragazzo che è al secondo anno in categoria, con il team che negli ultimi anni ha vinto tutto ciò che si potesse vincere.


Si può dire lo stesso di Crawford, anche se il pilotino della Red Bull Academy è riuscito a salire più volte sul podio: due secondi posti, due terzi posti e anche una vittoria. La mancanza di costanza ha però giocato in suo sfavore: il pilota americano ha alternato momenti brillanti a errori da principiante (impossibile non ricordare la sbinnata nella classifica di Spa che lo ha costretto a partire in ultima posizione in entrambe le gare).

Insomma, una stagione davvero particolare per i due piloti Prema che si sono trovati affianco un rookie come Bearman che forse con le sue prestazioni li ha scombussolati.


Photo credits: Getty Images

È ora di salutare la F3 e ringraziarla per i momenti che ci ha regalato quest’anno: noi non vediamo l’ora di tornare in pista con questa categoria e l’attesa di conoscere qualche nuovo volto cresce sempre di più.


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