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Il dominio di Maloney in F2, le macchine next gen e le nuove stelle della F3

Cosa è successo nelle prime due tappe delle categorie minori


Sul lungo volo per Melbourne Zane Maloney potrà dormire sonni tranquilli. Dopo essersi imposto come tiranno della pista di Sakhir, il ragazzo delle Barbados ha concluso anche il secondo weekend di gara in top 10 in Sprint e Feature, consolidando la sua posizione in vetta alla classifica piloti con un vantaggio di ben 15 punti. La qualifica di Jeddah, per lui, era stato un pasticcio e dalla sedicesima posizione ha dovuto guidare in rimonta, riuscendo comunque a conquistare un quinto e un settimo posto su una pista stretta e velocissima come quella saudita. Merito delle macchine di nuova generazione? “Credo più che altro che [quest’anno, n.d.r.] sia scattato qualcosa in me come pilota”, ha detto Maloney, da questa stagione portacolori della Sauber dopo che la Red Bull lo aveva cacciato dal suo vivaio. Ma la differenza con le vetture dello scorso anno si nota eccome, soprattutto in termini di distacchi. Ottima notizia, visto che l’obiettivo principale era questo. Ma, se in Bahrain Maloney aveva dominato entrambe le gare, a Jeddah c’è stato più equilibrio. A vincere la Sprint Race è stato Dennis Hauger, con MP, promosso in vetta dopo la squalifica di Richard Verschoor causa irregolarità tecnica delle vetture Trident. La vittoria della Feature Race, invece, è andata a un emozionato Enzo Fittipaldi dopo un bel doppio sorpasso in curva 1. Insieme al podio della Sprint sono 32 punti e la seconda piazza nel campionato piloti.


Zane Maloney taglia il traguardo in prima posizione in Bahrain © Rodin Motorsport F2 F3
Zane Maloney taglia il traguardo in prima posizione in Bahrain © Rodin Motorsport

Anche in qualifica il tabellone dei tempi parla chiaro. Sia in Bahrain che a Jeddah tra un pilota e l’altro c’erano una manciata di millesimi. “Dopo sei anni con la stessa macchina in un paio di gare il distacco tra di noi era di circa un secondo”, ha spiegato Oliver Bearman dopo aver conquistato la pole a Jeddah. “Mi ricordo che l’anno scorso ero seduto qui in P2, a sette decimi dal primo. Penso che oggi sette decimi mi avrebbero fatto scivolare fuori dalla top 15, quindi questa macchina ci ha decisamente ravvicinati”. Il veterano della Prema è tornato davanti, dopo un primo weekend in Bahrain definito da lui stesso “difficile” per il team italiano. La pole position in Arabia Saudita doveva fargli guadagnare due punti, ma l’inglese, chiamato a sostituire Sainz in Ferrari, ha dovuto cedere l’onore a Kush Maini, che ha ringraziato chiudendo la gara lunga in P2. Così Bearman ha concluso un altro weekend a zero punti - quelli conquistati in F1, purtroppo, non valgono - che pesa sulla classifica piloti e team. Ad attutire il colpo per la scuderia vicentina ci ha pensato Andrea Kimi Antonelli, sesto in entrambe le gare e decisamente in crescita. “La partenza della Feature Race è andata molto meglio, ma ho fatto fatica durante la gara perché avevo del sottosterzo che mi ha fatto perdere del tempo sul giro. Poi siamo stati sfortunati perché alcuni piloti si sono fermati sotto Safety Car ”, ha dichiarato il diciassettenne bolognese, protegé di Toto Wolff. “Non è il risultato che volevamo, ma è un bel passo in avanti in confronto al Bahrain”. 


Ollie Bearman abbraccia il suo ingegnere dopo aver conquistato la pole a Jeddah © Prema f2 f3
Ollie Bearman abbraccia il suo ingegnere dopo aver conquistato la pole a Jeddah © Prema

A proposito di debuttanti se l’è cavata egregiamente anche Paul Aron. Il ventenne estone, due anni e una stagione in F3 in più di Antonelli, è salito due volte sul podio, una in Bahrain e una a Jeddah. Nella Feature saudita è arrivato in fondo alla zona punti, ma in campionato è quarto, a soli due punti da un trio che vanta un complessivo di cinque stagioni concluse in F2. Sarà che le macchine sono nuove per tutti, ma in Hitech non hanno dubbi “È stato brillante”, aveva detto il team principal Oli Oakes a Sakhir. “Anche senza parlare di risultati, il suo approccio al weekend di gara, come ha spinto la squadra e lavorato con noi. È bello, perché non sono cose che si possono insegnare. O sei un pilota che capisce l’importanza della squadra o non lo sei. […] Con la nuova macchina iniziamo da zero, quindi è molto importante. Nessuno sa esattamente come gestirle, ci vuole fiducia tra di noi”. Fiducia che serve anche per gli altri rookie. Il campione di F3 in carica Gabriel Bortoleto non è riuscito a portare a casa nemmeno un punto a Jeddah, nonostante un esordio discreto che lo aveva visto partire in pole nella Feature del Bahrain, dopo la squalifica di Maini, e finirla appena fuori dalla top 3. Sfortuna saudita anche per Pepe Martí, che dopo i due podi di Sakhir è uscito di pista nella gara lunga di Jeddah, causando la Safety Car del secondo giro. In classifica è sceso in sesta posizione, ma la strada per Yas Marina (6-8 dicembre) è ancora lunga. Se Helmut Marko lo ha scelto per il suo temutissimo Red Bull Junior Team, il talento c’è. Per il resto è solo questione di tempo.



Paul Aron e Pepe Martí sul podio in Bahrain © Formula Motorsport Ltd
Paul Aron e Pepe Martí sul podio in Bahrain © Formula Motorsport Ltd

Più difficile, invece, tirare le somme del campionato F3, che per ora ha corso solo in Bahrain. A brillare più di tutti tra i talentini del paddock sono stati in due. Il primo si chiama Arvid Lindblad, inglese classe 2007 e collega di Martí tra i piccoli Red Bull. Arriva dalla Formula 4 dove aveva chiuso la stagione in terza posizione nel campionato italiano. Poi nove gare su quindici in Formula Regional Middle East e l’approdo diretto in F3. È uno di quelli che chiamano i veri rookie, perché non hanno corso nella Formula Regional EU, considerata a metà strada tra F4 e F3, ma tecnicamente appartenente alla seconda categoria. A Sakhir nella Sprint partiva quarto dopo una decima posizione in qualifica grazie alla magia della griglia invertita. Poi al nono giro ha superato Max Esterson salendo in terza e da lì si è goduto la bagarre tra i compagni di squadra ART Nikola Tsolov e Laurens Van Hoepen, pronto a sferrare il colpo in caso uno dei due dovesse sbagliare. Il momento giusto è arrivato al tredicesimo giro, quando l’olandese è andato lungo. Al quindicisemo Lindblad si è preso la testa della corsa su Tsolov in curva 1 con il DRS per poi riperderla poco dopo. Nuovo giro stessa storia, Lindblad ha ripetuto la manovra e questa volta è rimasto primo fino alla bandiera a scacchi, portando a casa il primo trofeo della stagione. Intanto, dietro, i due ART hanno continuato a lottare perdendo tempo e aprendo la strada a Leonardo Fornaroli, che è salito sull’ultimo gradino del podio continuando a cavalcare l’onda degli ottimi risultati della scorsa stagione.


Arvid Lindblad taglia il traguardo in prima posizione in Bahrain ©  Formula Motorsport Ltd
Arvid Lindblad taglia il traguardo in prima posizione in Bahrain © Formula Motorsport Ltd

La seconda stella del Bahrain è stato Luke Browning. Pilota Hitech, vivaio Williams. Anche lui inglese, anche lui aveva saltato la Formula Regional EU a favore della meno prestigiosa GB3 britannica, vinta nel 2022. Autore di un doppio sorpasso spettacolare nella Sprint, nella Feature ha approfittato della partenza incerta di uno sfortunato Dino Beganovic prendendosi subito la prima posizione dalla seconda piazzola in griglia. Poi sembrava che qualche problema allo scarico potesse strappargli la vetta, ma lui ha resistito fino in fondo, siglando la sua prima vittoria nella categoria. È presto per dire se potrà puntare al titolo, ma di sicuro in Bahrain è arrivato da pilota cresciuto e lo sa anche lui. “Sapevamo che il passo ci sarebbe stato, la macchina era fenomenale, tutto il lavoro che abbiamo fatto quest’inverno, lo sviluppo, quello che mi ha insegnato la Williams e il supporto di Oli [Oakes, n.d.r.]. È stato un inverno difficile, ma è bello vedere che il mio impegno sia servito”.


Luke Browning festeggia la vittoria in Bahrain © Hitech Pulse Eight
Luke Browning festeggia la vittoria in Bahrain © Hitech Pulse Eight

Bel debutto anche per Tim Tramnitz, quinto e terzo posto nelle due gare e secondo in campionato, e per Sami Meguetounif, sesto in classifica piloti. Solido anche Gabriele Minì, tornato in Prema dopo un 2023 in Hitech e Christian Mansell, passato in ART da Campos. Weekend agrodolce per Beganovic, a zero punti nella Sprint e scivolato in basso dalla prima piazzola nella Feature. Ha portato a casa solo i due punti della pole e la soddisfazione di una bella qualifica. Primo weekend da dimenticare, ma con nove appuntamenti rimasti in calendario si può decisamente recuperare.


 
 
 

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