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La fortuna è cieca ma la sfortuna ci vede benissimo: il difficile rapporto tra Ferrari e la sfortuna

Aggiornamento: 14 mar 2024

Sabato 2 marzo 2024. È il giorno tanto atteso dagli appassionati di tutto il mondo: finalmente si torna in pista per le prime gare della stagione, e non per una o due, ma ben quattro categorie diverse: F1, F2, F3 e WEC.

Un weekend attesissimo, che però, ben presto, per i tifosi Ferrari si trasformerà nel culmine della sfortuna sportiva che pare avvolgere Maranello dal lontano 2008, quando Massa perse il mondiale all'ultima curva dell'ultimo giro dell'ultima gara.

Sfortuna che sembra perseguitare qualsiasi pilota metta piede nella storica scuderia di Maranello.

E questo weekend ci è andata giù pesante, colpendo qualsiasi oggetto rosso a 4 ruote: da Charles Leclerc ai promettenti Dino Beganovic e Ollie Bearman dell'academy, dal futuro pilota Lewis Hamilton alle due hypercar che gareggiano nel mondiale endurance.


Ma facciamo un passo indietro e andiamo a ripercorrere il weekend con calma.


Pronti-via e subito problemi

Alcune avvisaglie di quanto sarebbe successo arrivano già dalle prove libere di F2: si nota subito come le due Prema - team in cui corre Bearman - facciano molta fatica sul tracciato di Sakhir a causa di grossi problemi di setup. Problemi che si pensava potessero essere risolti in vista delle qualifiche, ma non sarà così: l'inglese riuscirà a portare a casa soltanto la diciannovesima piazza in griglia, poi diventata diciottesima per la squalifica di Maini.

Weekend in salita dunque per il giovane talento inglese.

Nella sprint del venerdì, poi, sia Bearman che il suo compagno Antonelli rimarranno al di fuori della zona punti.

Perché parliamo di sfortuna? Basta guardare i risultati recenti di Prema, che da anni è punto di riferimento per la categoria.

Capirete quindi che vedere un team di questo calibro trasformarsi nel "paracarro" di turno è sicuramente singolare.


Bearman - F2 - Bahrain
Ollie Bearman alla guida della nuova Dallara F2 2024 - © Prema

Beganovic con… una marcia in più

Si arriva così al sabato.

La prima gara in programma è la feature race di F3.

Beganovic, poleman di giornata, arriva da un brutto errore durante la sprint race che lo ha visto concludere 29esimo e si schiera in griglia determinato a rifarsi.

Ma il suo cambio non è d'accordo: la prima marcia resta bloccata fino a curva 2 e il giovane pilota svedese viene spedito in fondo allo schieramento.

Costretto alla rimonta, concluderà in tredicesima posizione, ottenendo anche il giro più veloce. Avrebbe vinto? Nessuno può saperlo con certezza, ma sicuramente si sarebbe giocato le posizioni di vertice, visto il passo mostruoso che ha mantenuto durante tutta la gara.


Dino Beganovic . F3 - Bahrain
Dino Beganovic, colpito da un problema al cambio durante la feature race di F3 - © Prema

F2, il copione non cambia

Archiviata la feature di F3, è il momento della F2. E ovviamente, la storia si ripete: Bearman e Antonelli restano nuovamente inchiodati nelle retrovie per i soliti problemi di setup. Ma naturalmente, in questo weekend di sfortuna cosmica, questo non basta: tutto ciò che può andare storto deve assolutamente andare storto. E infatti, dopo un contatto in fase di sorpasso con Cordeel, Bearman perde un pezzo di ala anteriore in pieno rettilineo, peggiorando ulteriormente la situazione della sua Prema. Alla fine l'inglese riuscirà a concludere la gara, seppur in quindicesima posizione, mentre Antonelli riuscirà a strappare un punto che sa di miracoloso, considerando come si stavano mettendo le cose.


Guai su guai

Si passa ora alla F1, la categoria più attesa.

Tutti gli occhi degli appassionati sono puntati sulla pista. E anche qui, la sfortuna sembra ancora una volta bussare alla porta di Maranello.

Fin dai primi giri, Leclerc lamenta un feeling davvero strano con la monoposto, diventata totalmente inguidabile in fase di frenata. Il motivo? Uno sbilanciamento delle temperature dei freni anteriori, segnalato via radio come oltre 100 gradi da Xavi Marcos, ingegnere di pista del monegasco. Questo impedisce a Charles di lottare con il suo compagno Carlos Sainz (anch'egli con noie ai freni) e Sergio Perez per la seconda posizione.

Secondo alcune simulazioni, senza guasto ai freni Leclerc avrebbe potuto raggiungere il messicano e concludere dietro all' inarrivabile Max Verstappen, ma la sfortuna ha deciso altrimenti.

Ma non finisce qui: persino il futuro pilota Ferrari Lewis Hamilton, attuale pilota Mercedes, è stato colpito dagli imprevisti. Durante la gara, infatti, riporta via radio di avere il sedile rotto, cosa che impedisce di avere un feeling ideale con la monoposto. Una cosa a memoria mai successa, ma ovviamente una volta che si mette piede a Maranello tutto diventa possibile.


Carlos Sainz - Ferrari SF24
Ferrari SF24 - © Ferrari

A Losail tra BoP folle e trasformazioni magiche

E mentre in Bahrain si assiste a questa "mattanza", a Losail, teatro della prima gara del WEC, le rosse a ruote coperte non se la passano affatto meglio, anzi.

Il primo colpo basso viene inflitto dal BoP, che sembra premiare le LMDh a discapito delle povere LMH - tutte tranne Peugeot, che grazie al miglior rapporto peso-potenza del lotto e alla minor velocità minima di attivazione della trazione integrale, sembra volare sul circuito qatariota.

Per dare un'idea di quanto questo BoP fosse assurdo, basta pensare che a Isotta Fraschini - al suo esordio in categoria - sono stati dati 55 kg di zavorra, in un tracciato dove il peso incide tantissimo sulle prestazioni. Un'idea veramente geniale, che ovviamente ha spedito l'hypercar italiana in fondo allo schieramento.

Potrebbe essere l'ennesima dimostrazione del fatto che forse sarebbe meglio aggiornare i criteri del BoP? Magari basandosi su qualcosa di più affidabile e realistico delle simulazioni in galleria del vento? Non sta a noi stabilirlo, ma ormai si è perso il conto delle figuracce della federazione su questo fronte.

Nonostante questi ostacoli esterni, la Ferrari #50 si mette subito in testa grazie ad una grande manovra di Miguel Molina, il quale però vanifica il tutto commettendo un errore al primo pit stop che gli costa uno stop & go.

Ma poteva finire qui? Assolutamente no: la sfortuna ha ancora un ultimo bersaglio, la vettura gemella #51: coinvolta in un leggero e innocuo contatto con una GT3 durante un doppiaggio, la LMH rossa di casa AF Corse decide di cambiare identità e trasformarsi magicamente in una Peugeot 9X8, perdendo l'intero posteriore nel processo.


Ala posteriore Ferrari 499P in pista
L'ala posteriore della 499P #51, rimasta in pista dopo il contatto con la LMGT3 #59 - © Eurosport

Scene veramente surreali, che sembrano confermare un "aforisma" molto particolare ma che riassume alla perfezione questo weekend:

"La fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo".


 
 
 

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