La prima volta - I miei preferiti del weekend di Monza
- Alice Cecchi
- 13 set 2022
- Tempo di lettura: 5 min
Come ogni weekend sono qui a raccontarvi dei piloti che più mi hanno colpito questo weekend, dalla Formula 1 fino alla Formula 3, sul tracciato monzese che, nonostante continui a non piacermi, ci ha regalato situazioni memorabili.

Siamo a Monza, il tempio della velocità, la pista che ha scritto la storia del motorsport, immersi tra Tifosi rossi e qualche puntino arancione appartenente alla marea orange: bell'atmosfera, sì, ma a me Monza, di base, non piace mai. I risultati delle ultime tre gare l'hanno sempre salvata dall'essere la mia gara "meno preferita", perchè insomma, tra la vittoria di Leclerc, quella di Gasly e quella di Ricciardo non saprei dire quale sia stata la più bella, ma nessuno è riuscito ancora a farmi piacere Monza.
Quest'anno certamente non è stata una gara pazza come quella degli anni passati, inaspettatamente, ma è stata ricca di emozioni, soprattutto se, come me, vi piace cercare le piccole cose, i dettagli più nascosti, dello sport.
A Monza è difficile trovarli, perché Monza fa rumore, fa casino: maree di Tifosi, provenienti da tutto il mondo, lunghi rettilinei che aumentano la percezione del rumore delle macchine, frecce tricolore che, per quanto siano maestose e ogni anno mi incanti a guardarle, fanno un boato pazzesco. Monza è tanta, in ogni ambito: mediatico, economico e sportivo. Monza non ti fa respirare, non ti lascia nemmeno un minuto di pausa, ha sempre una carta nuova da giocare.
E quest'anno ha deciso di giocare una mano importante, visti i due campionati assegnati nelle categorie di supporto - tre, se contiamo anche quello della Porsche Supercup - e le novità scombussolanti in Formula 1.

Nyck De Vries
Quando Nyck ha debuttato in Formula 2 ha catturato immediatamente la mia attenzione: fin da subito mi sono affezionata a lui, sia per il suo carattere carismatico sia per, soprattutto, il suo modo di guidare, preciso e tagliente. Ho seguito le sue stagioni in F2 come se fossi anche io in pista con lui e mi si è spezzato il cuore quando a un passo dalla Formula 1 non è riuscito a trovare un sedile. L'ho supportato nel WEC - e devo anche ringraziarlo, perché la prima gara di endurance che ho guardato dall'inizio alla fine è stato principalmente dovuto al fatto che ci correva lui - e in Formula E, dove ho avuto anche l'opportunità di conoscerlo.
In questi anni possiamo dire che sia diventato uno dei piloti che ho più a cuore, uno dei pochi piloti di cui mi ritengo una fan e, infatti, quando è stato annunciato per il Gran Premio di Monza ero immensamente felice per lui. Ero molto emozionata: era la sua occasione di farsi vedere per il grande pilota che è, per dimostrare che quel sedile lo merita e credo proprio che ci sia riuscito.
In una sessione di libere è riuscito ad adattarsi alla macchina, a capirla e a domarla, e in qualifica non si è fatto attendere: diretto in Q2 e ottavo in griglia di partenza grazie anche alle penalità prese dagli altri. In gara è riuscito a tenersi dietro mezza griglia, difendendo ogni attacco come se fosse l'ultimo e azzardando anche un paio di sorpassi su Gasly: a primo impatto sembra una cosa da nulla ma se pensiamo al fatto che Quick Nyck era alla sua prima volta, con la pressione di dover far bene, la responsabilità di non dover deludere e l'emozione di star disputando il suo primo Gran Premio, dobbiamo assolutamente fare i complimenti a questo ragazzo.
Io sono molto fiera di lui, finalmente anche gli altri potranno apprezzarlo come io ho fatto per questi anni e gli auguro il meglio per la prossima stagione, augurandogli che sia in Formula 1 perché è lì, con i più grandi, che merita di lottare.

Jüri Vips
Parlando di prime volte, Jüri Vips non è certamente un volto sconosciuto in Formula 2 - l'estone sta disputando la sua terza stagione - ma quest'anno è stato molto particolare per lui: per un commento fatto durante una diretta Twitch è stato escluso dal programma della sua Academy, quella della Red Bull, e criticato duramente dai social media. Drammi esterni a parte, che sicuramente lo avranno influenzato anche in termini di performance, pure in pista ha trovato tante difficoltà, non riuscendo più a brillare come nelle stagioni passate.
In tanti, tantissimi, hanno smesso di credere in Jüri dopo la faccenda di Twitch e solo in pochi sono rimasti al suo fianco; io ho continuato a tifare per lui in pista e finalmente, durante la Sprint Race di Monza - un tracciato su cui ha sempre raccolto buonissimi risultati - è arrivata la prima vittoria della stagione. Per la prima volta Jüri è riuscito a condurre una gara pulita, senza sbavature, prendendo la testa della corsa fin da subito: accompagnato dalla fortuna - che quest'anno gli si è messa svariate volte contro - ha tagliato il traguardo per primo, finalmente.

Ollie Bearman
Per quanto la stagione sia finita con tutte le monoposto allineate in pit-lane, la stagione di Formula 3 ci ha dimostrato di avere dei piloti capaci di battagliare ad un livello altissimo: questo weekend, per come ha lottato in pista, quello che merita di più di essere menzionato è sicuramente Ollie.
Siamo ancora tutti fermi al sorpasso nella Sprint Race che gli ha permesso di raggiungere la seconda posizione: alla prima variante l'inglese si è infilato tra Edgar e Collet, passandoli entrambi all'esterno. Un vero masterpiece, il sorpasso dell'intero weekend: un sorpasso che, secondo me, dice più di mille parole spese per l'inglese.
Bearman è così: è quel sorpasso rischiosissimo su due macchine per provare a rincorrere un titolo che era ancora raggiungibile, è il coraggio di rischiare il tutto per tutto, è la tenacia. Durante l'ultima gara è stato autore di una rimonta che l'ha portato fino alla seconda piazza, con un passo che gli avrebbe permesso di andare ad insidiare lo stesso Maloney, in lotta anche lui per il titolo, per la vittoria, se non fosse stato per una bandiera rossa a cinque giri dalla fine. La gara è finita, appunto, in pit-lane e il campionato è andato a Victor Martins - assolutamente un campione lecito e meritevole - ma Ollie c'ha provato fino all'ultimo kilometro percorribile e sono sicura che se quegli ultimi cinque giri si fossero percorsi avrebbe dato il massimo.

Monza è stata una montagna russa di emozioni, di prime volte e di nuovi campioni, ma comunque continua a non piacermi come tracciato, missione fallita. Scherzi a parte, questi sono stati i tre che mi hanno fatto emozionare - letteralmente - di più questo weekend.
La prossima è Singapore ed è lontanissima, tra tre settimane, ma sono sicura che avrà molto da svelarci.
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