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Spa, quest'anno la fortuna non sorride a Ferrari: riuscirà in F1 a sfatare questo mito?

La storica pista di Spa-Francorchamps è da sempre considerato uno dei tracciati più iconici ed affascinanti del pianeta.

I suoi immensi rettilinei, mescolati con curve da pelo da percorrere in pieno ai 250 km/h e numerose chicane molto tecniche, lo rendono indubbiamente uno dei circuiti più complessi e difficili, tanto da essersi guadagnato il titolo di "Università della Formula 1".

Eppure, non importa in quale categoria si stia correndo: GT, Hypercar o Formula, lasciare il segno su una pista del genere ha sicuramente un altro sapore e in passato ci sono riusciti solo i migliori.

Circuit Spa Francorchamps
© Julien Delfosse / DPPI

E quale leggendario costruttore, se non Ferrari, poteva essere in grado di primeggiare in tutte le categorie sopra citate?


Ebbene sì, la storica scuderia di Maranello qui a Spa può vantare numeri invidiabili: record all-time di vittorie in Formula 1 (18) e nel mondiale endurance (10), oltre che 4 vittorie assolute nella 24 ore.

Eppure, quest'anno, la pista che ha regalato tante soddisfazioni ai piloti vestiti di rosso pare essersi dimenticata di tutto l'amore che la casa fondata dal "Drake" Enzo Ferrari le ha donato, tanto da riservarle non uno, ma ben due "schiaffoni" che hanno fatto male, e non poco.


Ma ora, dopo questa doverosa panoramica storica, possiamo finalmente andare a ripercorrere gli eventi che hanno infranto i cuori di piloti, tecnici e appassionati, con la speranza che l'imminente Gran Premio di Formula 1 possa cancellare questi brutti ricordi e riportare gioia e prestigio ai colori di Maranello.


WEC, questione di... tempo

La prima data segnata in rosso sul calendario è l'11 maggio, giorno in cui il WEC fa tappa nella foresta delle Ardenne per il suo terzo appuntamento stagionale.

La scuderia di Maranello arriva molto carica, volenterosa di rifarsi dopo la disastrosa gara di Imola, dove una potenziale tripletta è stata gettata alle ortiche con un suicidio strategico senza precedenti.


Le rosse sono veloci, e anche grazie ad una buona strategia si prendono la testa della gara con un vantaggio relativamente rassicurante. Ma ovviamente, quando le cose stanno andando troppo bene, la fregatura è sempre dietro l'angolo. E infatti, a 1 ora e 44 minuti dal termine, ecco il patatrac: Bamber, sulla Cadillac #2, centra in pieno una GT3 in fase di doppiaggio, distruggendo non solo le due auto coinvolte ma anche le barriere protettive a bordo pista.


Spa Francorchamps - 6 ore di Spa WEC Alessandro Pier Guidi
© Julien Delfosse - DPPI

Bandiera rossa immediata e, vista l’entità dei danni, sorge subito una grande domanda: il tempo? Cosa succederebbe in caso di superamento delle 6 ore? La decisione più logica sembrerebbe quella di dichiarare la gara conclusa, assegnando così la doppietta alla Ferrari. Tuttavia, il cronometro continua a scorrere senza l'ombra di un comunicato dalla direzione gara.


La decisione arriva a soli 10 minuti allo scadere, ed è probabilmente una delle più controverse della storia recente del campionato: la gara sarebbe ripartita per recuperare quell'ora e 44 minuti persi, in barba a tutti coloro che dovevano ancora fermarsi - Ferrari in primis - e di fatto regalando la gara a chi invece aveva appena fatto il pit - tra cui Porsche e Alpine.


Il tutto viene spiegato con un comunicato alquanto discutibile, che parla di strategie e “correttezza sportiva”. Ma di questo abbiamo già parlato ampiamente in un articolo dedicato.


24 Ore di Spa: un sogno strappato via alla Ferrari

Alla 24 ore di Spa la Ferrari è scesa in pista con 2 vetture ufficiali: la #51, guidata da Alessandro Pier Guidi, Alessio Rovera e Davide Rigon, e la #71, con al volante Thomas Neubauer, David Vidales e Vincent Abril. Dopo la tappa belga del WEC, la Casa di Maranello non è stata molto più fortunata nel GT World Challenge.

 

Dopo aver condotto una gara degna del primo gradino del podio, a 48 minuti dalla bandiera a scacchi, la vettura #51 è leader della corsa con un vantaggio maggiore di 20 secondi. Alessandro Pier Guidi, al momento al volante della Ferrari 296GT3 per lo stint finale, rientra ai box per l’ultimo rifornimento ed è lì che la sfortuna torna a bussare alla porta di Ferrari.

 

Alessandro entra nella corsia box, ma dopo pochi metri è costretto a fermarsi, il motivo? C’è una vettura, la Lamborghini #19, ferma al centro della carreggiata. Ci vorranno 40 interminabili secondi prima che quella vettura venga rimossa, permettendo alla #51 di effettuare l’ultimo pit stop.

 

Spa Francorchamps - GT World Challenge 24 Ore di Spa Alessandro Pier Guidi
© YouTube GT World Challenge

La Ferrari 296GT3 rientra all’ottavo posto e, dopo un’incredibile rimonta, chiude la gara con un amaro secondo posto.

 

Un episodio surreale che ha infranto un sogno per la squadra di Maranello che ha sfiorato, dopo essersi presa il centenario di Le Mans, di accaparrarsi anche il centenario della più importante gara endurance di GT.

 

Non è finita meglio per la gemella #71 che ha finito la sua gara prematuramente a causa di un contatto nelle prime ore della domenica mattina.

 

Dopo la curiosa scelta fatta dalla direzione gara alla 6 Ore del WEC, questa vicenda ci ha fatto pensare che per il 2024 Spa alla Ferrari non gli ha voluto affatto bene, sarà così anche con la Formula 1?


In Formula 1 la situazione già non promette bene

Se il tracciato di Spa Francorchamps ha visto la Rossa in difficoltà sia nel WEC che nel GT World Challenge, la squadra di Formula 1 deve essere ancora più preoccupata.


La Ferrari di Fred Vasseur ha iniziato la stagione con il piede giusto, con Charles Leclerc e Carlos Sainz sempre in grado di massimizzare il risultato e le prime piccole accortezze sulla vettura che hanno portato a una buona crescita. I problemi però non hanno tardato ad arrivare e, dopo la vittoria di Leclerc a Montecarlo, per la scuderia di Maranello la strada è diventata tutta in salita.


È stato il Gran Premio del Canada il primo punto d’arresto, quando la SF24 ha iniziato a comportarsi diversamente da quanto aspettato. Da quel momento, non c’è più stata una gara da cui la rossa è tornata a casa soddisfatta.


Gli aggiornamenti che sono stati portati non hanno avuto grande successo e prima dello scorso Gran Premio d’Ungheria la squadra sembrava davvero in alto mare. A Silverstone però Sainz e Leclerc hanno provato varie configurazioni della vettura, lavorando duramente durante le sessioni di prove libere per capire quale potesse essere la versione più performante e a Budapest si sono intravisti i risultati, con una monoposto più veloce e preparata rispetto alle settimane precedenti. Un risultato promettente, con il quarto posto del monegasco e il sesto dello spagnolo, che è stato raggiunto anche con l’assenza di un direttore tecnico, visto l’addio di Enrico Cardile, in Scuderia Ferrari da decenni ma messo sotto contratto dall’Aston Martin di Lawrence Stroll.


Spa Francorchamps - Formula 1 Charles Leclerc
© Andy Hone / Motorsport Images

A Spa Francorchamps per la Ferrari rimane quindi solo la speranza della Formula 1, che però non vede arrivare la rossa come favorita, anzi. Il venerdì di prove libere è stato essenziale per la scuderia, con il tempo misto delle Ardenne caratteristico di Spa che ha fatto assaggiare ogni versione del microclima della zona, e l’ultima sessione di prove libere prima delle qualifiche sarà davvero importante per il team diretto da Vasseur. L’obiettivo è quello di mantenere almeno il risultato ottenuto in Ungheria, ma la gara belga sarà comunque una grande sfida per la rossa.


Articolo a cura di Marco Bise (WEC, questione di... tempo), Camilla Coletta (24 Ore di Spa: un sogno strappato via alla Ferrari), Alice Cecchi (In Formula 1 la situazione già non promette bene). Foto di copertina: Julien Delfosse / DPPI.

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