Il weekend a Spa delle formule minori
- Francesca Zito
- 30 ago 2022
- Tempo di lettura: 5 min
Aggiornamento: 10 ott 2022
Di spettacolo ce n’è stato a non finire nel weekend forse più iconico della F1 storicamente parlando. Si sa che Spa regala sempre divertimento e sappiamo anche che quest’anno la F2 e la F3 ci stanno sorprendendo come non mai. Insomma, un connubio perfetto per un weekend che ha fatto vivere momenti unici a noi appassionati.

F2 e F3 a confronto
Se da una parte la F3 ha dimostrato ancora una volta di saper divertire, la F2 lascia sempre l’amaro in bocca: da una parte la lotta al titolo è serratissima, con cinque piloti che si giocheranno il tutto per tutto negli ultimi due appuntamenti della stagione. Dall’altra, l’anticamera della F1 non ci regala sempre molte emozioni: il campionato sembra essere ormai deciso e visto il livello decisamente alto che c’è in pista, a volte i piloti sembrano anche voler rischiare di meno.
Nel weekend di Spa abbiamo però assistito a qualcosa di unico: due brasiliani, Caio Collet e Felipe Drugovich, entrambi piloti del team MP Motorsport, hanno guadagnato la pole position per le feature races delle due categorie. Un bel colpo per il team olandese che sta sorprendendo tutti quest’anno.

Se MP Motorsport sta facendo comunque bene sia in F2 che in F3, dall’altra parte ci sono squadre come Prema, Trident e Charouz che non stanno brillando ovunque. I due team italiani infatti sono molto forti in F3: Prema ha tutti i suoi piloti in lotta per il titolo e Trident nella feature race di domenica ha rischiato di fare una tripletta spettacolare. Non si può dire però lo stesso per la loro situazione in F2: Hauger e Daruvala sono spesso protagonisti per sfortuna o errori, mentre per Trident solo Verchoor sta dimostrando il suo potenziale. Tra i team che non stanno facendo bene in entrambe le categorie è doveroso citare anche Charouz: in F2 Fittipaldi riesce spesso a guadagnare punti pesanti ed è salito varie volte sul podio. Non si può dire lo stesso in F3: il terzo posto in qualifica a Spa di Pizzi è stata solo una piccola parentesi, ma il team ceco sta confermando di avere ancora molte lacune da colmare.
F3: Bearman vince e convince
Il weekend belga ha regalato gioie al pilotino della Prema, ma non solo a lui. Andiamo per ordine: un ruolo fondamentale hanno avuto le qualifiche a Spa, in quanto hanno condizionato le sorti del weekend per i contendenti al titolo. Le sorprese iniziano con Jak Crawford, che si ritrova subito fuori dai giochi in seguito ad un suo errore; le condizioni della pista, prima bagnata poi asciutta, non hanno aiutato Martins e Leclerc, che non sono riusciti a concludere un giro pulito e senza traffico. La sfortuna invece colpisce ancora Hadjar, che si è fermato in mezzo alla pista per un problema alla sua vettura. I quattro contendenti al titolo sono quindi partiti dalla ventesima piazza in poi.

In sprint race è successo proprio di tutto: lo spavento non è mancato in seguito all’incidente tra Maloney e Goethe. Proprio il contatto fra i due ha portato una bandiera rossa che ha interrotto la gara a metà corsa; non è stato preso nessun provvedimento riguardo a ciò e i due piloti ne sono usciti illesi. Proprio questo incidente ci ha fatto distogliere l’attenzione dal contatto che c’è stato tra O’Sullivan e Correa: il britannico ha toccato il pilota di ART GP, togliendogli la possibilità di combattere per il podio. Dopo la ripresa il divertimento c’è sicuramente stato: Leclerc, Hadjar e Crawford sono riusciti nell’impresa di fare la remuntada. In particolare, il pilota americano che partiva ultimo è riuscito a guadagnare 19 posizioni, finendo la gara in undicesima piazza, appena fuori dalla zona punti. Non sono mancate neanche le penalità: Edgar si è trovato fuori dal podio proprio per una penalità di 5 secondi in seguito al contatto con Colapinto. Martins ha invece ricevuto un drive through per la sua jump start. Non deve però passare in sordina la vittoria di Bearman: il pilota brittanico ha corso una gara spettacolare e guadagnando 15 punti si è confermato tra i contendenti al titolo, superando anche Leclerc in campionato.

I colpi di scena non sono mancati nemmeno in feature race: nel primo giro Maini commette un grosso errore, coinvolgendo molti piloti tra cui Martins, che è costretto al ritiro. La stessa fine ha fatto Pizzi, che partiva terzo e aveva grandi speranze per ambire al podio. Vi aspettavate una remuntada da parte di Crawford, Leclerc e Hadjar? Beh, così non è stato. I tre piloti sono riusciti a guadagnare delle posizioni, ma non abbastanza da entrare in zona punti e mettere una pezza a un weekend disastroso. Se da una parte invece Maloney era stato al centro delle discussioni per il contatto con Goethe in sprint race, la domenica ha invece dimostrato di avere tanto potenziale e ha vinto la feature race in modo spettacolare.

Con lui sul podio sono saliti anche il suo compagno di squadra Stanek e il vincitore della gara del sabato, Bearman, che è salito sul gradino più basso in seguito ad una penalità inflitta a Collet. Con le prestazioni di questo weekend il pilota inglese si è portato al secondo posto in classifica, a un punto da Hadjar. La situazione degli italiani invece non è delle migliori: Trulli è stato squalificato dalla sprint race per aver apportato modifiche alla vettura in regime di bandiera rossa. Malvestiti e Pizzi sono stati invece costretti al ritiro in feature race. Degni di menzione sono invece Goethe, che al suo secondo appuntamento in categoria ha dimostrato di essere capace di grandi cose, e tutto il team Trident, che ha piazzato tutte e tre le sue vetture a punti. Il team italiano è andato molto forte a Spa e, viste le caratteristiche della pista, sarà lo stesso anche a Zandvoort e Monza?
Drugovich si conferma il più forte
La F2 quest’anno non ci sta regalando molti colpi di scena, è vero, ma nel weekend di Spa è riuscita comunque a farci divertire. In qualifica la bandiera del Brasile è stata portata in alto: Drugovich e Fittipaldi si sono infatti qualificati primo e secondo. Importante è stato il ritorno di Tatiana Calderon, che è entrata in Charouz al posto del turco Bolukbasi per affiancare proprio Fittipaldi. È tornato in F2 anche Boschung, che si era fermato per dei problemi fisici.

In sprint race i colpi di scena ci sono stati sin dall’inizio: la macchina di Daruvala si è infatti fermata mentre si posizionava in griglia e il pilota indiano non è riuscito nemmeno a partire. Un capolavoro invece quello di MP Motorsport e Drugovich, che con una strategia unica e inaspettata hanno sorpreso tutti, tagliando il traguardo in quarta posizione. Gara solida anche da parte di Lawson, che è riuscito a prendersi non solo la vittoria ma anche il giro veloce.

Della feature race non c’è invece molto da dire: Doohan vince la gara da vero campione dopo aver conquistato la vittoria anche l’anno scorso in F3. Il suo compagno di academy Olli Caldwell può solo osservare il podio da spettatore; il pilota brittanico è stato infatti squalificato per l’intero weekend di gara. La gara non è andata bene per Fittipaldi, che sin dalla partenza ha perso delle posizioni e ha commesso anche dei piccoli errori. Anche in F2 ci sono state delle penalità, con Hauger e Armstrong che dopo essersi dati battaglia hanno ricevuto 5 secondi, entrambi per motivi diversi. Molto sfortunata è stata invece la gara per Pourchaire, che è stato costretto al ritiro per dei problemi alla sua vettura: il pilota francese è sceso dalla macchina in lacrime e ora per lui le speranze di vincere il titolo si assottigliano sempre di più.

Nemmeno il tempo di fermarsi che da Spa ci spostiamo a Zandvoort: che emozioni ci regalerà il weekend olandese?
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